© BARTOLETTI Pedro: "Lazio, il derby è una grande opportunità. Futuro? Non so ancora se..."
Manca solo un giorno al derby della Capitale, in programma domenica 21 settembre alle ore 12:30. L'attesissima sfida tra la Lazio di Sarri e la Roma di Gasprerini, valida per la quarta giornata di campionato. Alla vigilia della sfida Pedro, legato a tante emozioni e trionfi nel derby romano, ha concesso un'intervista ai microfoni di Dazn (disponibile in app).
Pedro: "Il derby è una grande opportunità"
"Abbiamo iniziato male - le prime parole dello spagnolo -, ma abbiamo una grande opportunità nel derby per ripartire. Ai tifosi non posso dire nulla, soltanto ringraziarli per il supporto: sono molto importanti, la nostra forza, domenica saranno con noi e lo stadio sarà bello caldo. Sappiamo di dover fare uno sforzo in più per loro. Il derby è una partita diversa, non solo per i calciatori ma per i tifosi, per la città. Sono partite speciali che mi piace tantissimo giocare. Qui il derby si vive con più passione e intensità: se ne parla già da settimane, la gente ti ferma per strada e si raccomanda. Per il derby cerco di non leggere troppo, di vedere immagini vecchie. Bisogna arrivare al derby senza pensarci troppo, fino al giorno prima: è importante anche staccare un po' e rimanere sereni, cercando di far sì che la tensione non tolga lucidità".
Pedro sul futuro: "Non so se..."
Sulla sua longevità: "Non è facile gestire i momenti della stagione, soprattutto quando ti trovi in un momento buono in cui fai gol e assist. Bisogna accettare mentalmente il ruolo di subentrante per aiutare sempre la squadra e lavorare sul dare il massimo per i 30-35 minuti che si hanno a disposizione. Il recupero è importante: non ho più 20 o 25 anni. È fondamentale il riposo, come l'alimentazione, ma parlando con l'allenatore e con i preparatori si può gestire tutto. Lo stanno facendo anche altri giocatori in carriera come Modric. È un bene per la Serie A che arrivi gente come lui. Lazio? Mi trovo bene, sono felice, tutti volevano rimanessi qui. Non siamo arrivati in Europa ed è stato un peccato: a me piace giocare ogni tre giorni anche a costo di avere meno tempo di recuperare. Futuro? Non so se sarà il mio ultimo anno, ma voglio godermi qui ogni momento. Non ho pensato nulla, vorrò riposare il primo anno, fare un'altra vita e stare con la famiglia e con i bambini che stanno a Barcellona, cosa che ho potuto fare poco da quando ho divorziato. Poi sicuramente qualcosa collegato con il calcio: è quello che sappiamo fare, ma non so se l'allenatore o un'altra cosa. Non mi piace stare a casa a guardare il tetto: qualcosa farò, ma non ho ancora pensato a cosa".