© AS Roma via Getty Images Nuno Tavares e Zaccagni, il chiarimento: la Lazio pronta a ricompattarsi
ROMA - Strategia della distensione per non esasperare il derby perso, la tensione nervosa che si è scatenata, il caso Tavares scoppiato in corsa. Sulla Lazio, già in difficoltà, non può abbattersi anche una tempesta emotiva. Ecco perché Sarri ha già concesso due giorni di riposo, scadranno oggi, e ha fissato la ripresa domani. Si ripartirà da Tavares e dalla sua sbandata (il dribbling folle tentato su Rensch), dalle reazioni furenti dei compagni. Zaccagni l’aveva rimproverato subito con toni sprezzanti: "Ma che fai?", edulcorando la frase. Nuno l’aveva mandato a quel paese. Nei video si vedono Romagnoli e Gila parlare con il portoghese, gli indicano Provedel, gli rimproverano di non aver scaricato il pallone sul portiere per eludere l’assalto di Rensch, gli era saltato addosso. Lo stesso Provedel, rialzatosi dopo il gol preso, ha addebitato a Tavares la stessa colpa. Nuno si è stizzito con tutti, non s’è più ripreso. Poco dopo l’harakiri ha continuato a commettere incertezze. Al di là degli errori in tanti s’aspettavano un atteggiamento diverso, una reazione d’orgoglio. Il caso si è protratto negli spogliatoi. C’è stato un primo confronto di squadra, intervallato dalle istruzioni tecniche di Sarri e dai cambi ordinati. Fuori Tavares, dentro Pellegrini. Fuori Rovella, dentro Cataldi. Qui il caso Tavares diventa mistero: il portoghese non si è visto in panchina. E’ andato via. C’è chi racconta che ha lasciato l’Olimpico, chi pensa che abbia raggiunto i familiari in Tribuna, chi ne assicura la presenza a fine partita nello spogliatoio. Dalla società informano che non ci sarà nessun provvedimento disciplinare, niente multa. Un segnale a Tavares potrebbe darlo Sarri lasciandolo in panchina lunedì a Genova. Una scelta tecnica che può favorire Pellegrini, più incline agli automatismi sarriani, ma anche una lezione da tenere a mente per il portoghese.
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Il chiarimento
La ripresa di domani servirà per ritrovare compattezza. La società e Sarri lavoreranno per rasserenare il gruppo. E’ immaginabile un chiarimento tra Zaccagni, che è anche nelle vesti di capitano, e Tavares. "Di errori eclatanti ce n’è stato uno, in occasione del gol subito. Se facciamo errori così è difficile riprendere le partite in mano, ribaltarle. Bisogna ricompattassi, riprendere un po’ di umiltà e ripartire", erano state le parole di Zac. "Un confronto c’è stato, ce ne sarà un altro in settimana, analizzeremo bene le cose", un’altra frase del capitano della Lazio. Sarri l’ha detto subito dopo il ko di Como: "Devo proteggere i miei giocatori, non mi sentirete mai criticarli". Ha solo loro, non può fare affidamento su altri fino a gennaio. Dev’essere costruttivo e non distruttivo, deve addolcire, rabbonire, sempre che non si superino i limiti. Prendere le cose di petto, con irruenza, è controindicato. Gli equilibri sono precari. Nel frattempo Mau ha la necessità di trovare continue soluzioni d’emergenza per ovviare alle assenze. Scelte coraggiose, ma sempre dettate dalla ragione. Regge tutto sulle spalle, mai come stavolta: "Sento maggiormente il peso delle responsabilità", aveva detto alla vigilia. Ora ancora di più.
