© LAPRESSE Pedro uomo chiave della Lazio: Sarri pensa a una nuova soluzione tattica
ROMA - Età reale 38 anni. Età percepita non più di 30. Pedrito è entrato in una dimensione diversa, prescinde dall’età. Il giovane vecchio Pedro vive un tempo che tende all’infinito o quantomeno vive ragionando così. Con Baroni è iniziata una seconda giovinezza, con Sarri la continua. Mau l’ha promosso titolare nel derby, nel momento del bisogno. E può confermarlo col Genoa. Deve decidere se passare al 4-4-2 o al 4-2-3-1, quasi impossibile continuare con il 4-3-3 non avendo centrocampisti. Vecino farà un test. Basic viaggia verso il reintegro e la titolarità. L’unico disponibile è Cataldi. Usarli tutti e tre (sempre se possibile) non è consigliabile, non ci sarebbero cambi a parte Gila, da spostare mediano d’emergenza. Ragionando su 4-4-2 e 4-2-3-1 può essere utilissimo Pedro: da trequartista dietro Taty in tutte e due le opzioni. Il dubbio, in questi due moduli, è continuare con lo spagnolo o lanciare Dia?
Alla ricerca del primo gol stagionale
Pedrito si tiene pronto a tutto. Non ha ancora segnato, cerca il primo colpo. Nel derby ci è andato vicino, il primo brivido l’ha creato lui. Non s’è mai arreso, ha retto finché ha potuto, giocando sotto quel caldo, regalando qualche fiammata. Non è mai fatica sprecata, questa è la sua filosofia. Ogni goccia di sudore rende l’idea di quanto dia tutto, ogni giorno, in ogni partita, senza sentirsi un divo. L’energia che ha sprigionato può essere utile di nuovo per una Lazio senza centrocampisti, con giocatori in recupero, non ancora pronti, che provano a giocare. Sarri aveva pensato a Pedro nel derby (con Dia) per provare a dare più ritmo offensivo, per trovare pericolosità. Pedro, da trequartista, fa da raccordo. Con la Roma è partito nel 4-3-3, ma era sempre accentrato. Baroni gli ha allungato la carriera piazzandolo dietro al centravanti. Sarri sa che da ala rischia di spremerlo troppo e di ricevere poco nelle due fasi. Ecco perché gli dà licenza di giocare sulla trequarti.
La sorpresa nel derby
Il Comandante aveva bluffato alla vigilia del derby. Aveva parlato di Pedro senza dare riferimenti, domenica l’ha presentato in campo. "Per Pedro c’è sempre la possibilità che possa partire dall’inizio, tenendo sempre presente che dalla panchina è un’arma", aveva detto Mau ad inizio stagione. Conta l’età percepita, non quella reale, ma Pedro viene gestito durante le settimane. Nella prima pausa era rimasto fermo una settimana per una tallonite bilaterale. Il recupero lo aiuta a rigenerarsi, lui stesso ha imparato a gestirsi, lo ha raccontato pochi giorni fa: "Bisogna avere sotto controllo tutto, come il riposo e il mangiare bene. Solo così si può allungare la carriera". Pedro ha dimostrato di poter giocare ancora titolare e di essere un’arma in corsa. Sta a Sarri decidere come, quando e quanto utilizzarlo. Alla fine bussano tutti alla porta dello spagnolo per l’esperienza, la qualità che garantisce. Ancora di più in questa Lazio a corto di fantasia, di uomini con doti da numero 10. Pedro mai fuori asse tattico, sempre impeccabile nello stile. Pedro e la sua energia creativa, un’energia rinnovabile di partita in partita, la scintilla che manca alla squadra. Saranno i prossimi due allenamenti ad essere indicativi. Sarri prima deve capire che centrocampo potrà presentare, poi scioglierà il rebus offensivo. Pedro o Dia con Taty? Vale per il 4-4-2 e il 4-2-3-1.
