Lazio e Sarri: novità inedite sul contratto. Ma prima serve un chiarimento

Accordo prolungato a luglio annullando l’opzione. Adesso serve un confronto su alcuni punti: critiche e mercato
Daniele Rindone
4 min

La Lazio di Lotito è profezia. Era previsto tutto quello che sta succedendo, prima o poi si sarebbe arrivati a questo punto. Sarri risentito che scaglia frecce. Lotito chiuso in un silenzio che fa rumore, ufficialmente non ha preso posizione. Il diesse Fabiani tra la compostezza del diplomatico e l’acutezza del punzecchiatore. Si erano riavvicinati a giugno, hanno iniziato ad allontanarsi quando Mau ha scoperto del blocco di mercato. La disparità di vedute su Insigne (per Sarri sì, per Fabiani no, con Lotito nel mezzo) ha accentuato le distanze. Il taglio di Dele-Bashiru, ufficialmente perché infortunato, non ha certo rasserenato il clima. Fabiani lo riteneva tra gli acquisti 2024 da rilanciare e valorizzare. Le ultime conferenze di Mau, che si è sentito preso per i fondelli, hanno aumentato il risentimento del club. Sarri ricorda di aver firmato essendo all’oscuro dei blocchi. E’ emerso un retroscena: il tecnico ha firmato due contratti. Uno a giugno, un biennale con opzione 2028. Uno a luglio, dopo il caso scoppiato: un triennale secco. Non è cambiato l’ingaggio, 2,5 milioni più bonus. E’ caduta solo l’opzione. Una specie di “riparazione” del club al pesante torto iniziale. Tutti si difendono, rivendicano e contendono qualcosa.

Il mercato

Per continuare, Sarri nella conferenza di Bergamo ha incastrato Lotito e Fabiani sulle prossime mosse di mercato: «Mi hanno detto che deciderò io chi è cedibile». Già a giugno gli era stato assicurato che avrebbe avuto l’ultima parola anche sugli acquisti. La società puntava su Sarri per rilanciare l’organico e potenziarlo, avendo incassato l’apprezzamento di Mau per alcuni giocatori. Non è avvenuto stando a minutaggi e rendimento di Dele-Bashiru, Noslin, Isaksen e Belahyane su tutti (al di là di infortuni e squalifiche). E adesso? E’ prevedibile e auspicabile un confronto almeno tra Sarri e Fabiani. Ieri non c’è stato, si vedrà se avverrà prima della Juve. A Formello i due non si incrociano sempre. Mau è un uomo di campo, si rintana nel suo ufficio. Fabiani lascia campo libero, non è una figura permanente agli allenamenti. Serve un accomodamento per evitare che le distanze si accentuino e il clima diventi esasperato, serve per trovare punti d’incontro per gennaio. Tocca a Lotito rasserenare Sarri e prendergli i giocatori giusti.

Gli scenari

La società non sa ancora se potrà operare a saldo zero o liberamente. Nella prima ipotesi serviranno uscite per ogni entrata, alle stesse cifre. Nella seconda mercato aperto, è l’opzione che costringerebbe Lotito a spendere di più col rischio di appesantire le casse. Non può permetterselo visto che al 30 settembre 2026 la soglia ricavi-spese sarà entro il 70%. Lotito punta a fare trading con i giocatori in rosa, può sacrificarne un paio, non può smantellare. Sarri ascolterebbe offerte per Castellanos e Tavares. La società pensa di vendere Mandas, sempre più chiuso, pronto a partire per giocare, e forse Isaksen. Lo stallo, ad oggi, è su chi sceglierebbe gli eventuali sostituti. Si torna alla necessità dell’incontro: vanno riesaminati rapporti, idee, obiettivi. Sarri ha chiarito di lavorare per un solo obiettivo quest’anno, ossia creare un gruppo di 6-7 giocatori per il futuro. E a giugno valuterà «se c’è un progetto tecnico», parole sue. Lotito e Fabiani non si vedono dodicesimi, ma lo sono.


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