Lazio, slitta il rientro di Castellanos: avanti con Dia
ROMA - L’area d’attacco rischia di restare sorda e vuota, senza l’ombra di un centravanti vero. Castellanos non è pronto, gli esami di ieri non sono bastati per il via libera col Lecce. E’ difficile che vada anche in panchina. Sarri ha capito che potrebbe averlo col Milan in campionato o in Coppa Italia, nella migliore delle ipotesi, altrimenti col Bologna. Sperava di ritrovare Taty oggi alla ripresa. Prima del match di Bergamo, a inizio ottobre, aveva riportato una lesione di secondo grado al retto femorale della coscia destra. Una prima data di rientro era stata fissata per il 23 novembre, giorno di Lazio-Lecce. Ma si era in leggero anticipo. Taty ci sperava, la prima settimana di pausa l’ha trascorsa lavorando a parte con l’obiettivo di rientrare oggi e di giocare domenica. Su Instagram aveva postato un simbolo di ricarica, sintetizzava il suo stato d’animo. Ieri la doccia gelata. Conferme in gruppo da oggi invece per Tavares e Dele-Bashiru, pronti per domenica (il nigeriano aspetta il reintegro).
Lazio, Sarri non ha scelta
Sarri andrà avanti con Dia, atteso a Formello giovedì dopo gli impegni col Senegal. Andrà avanti con lui e Taty fino al termine della stagione a meno che non arrivino offerte ghiotte per l’argentino. Ci rinuncerebbe solo a patto di rimpiazzarlo con un centravanti pronto, un uomo-gol che alzi la media. Altrimenti no. E’ remota l’ipotesi che Taty parta a gennaio, dunque Mau deve augurarsi che torni presto e che segni di più. «Ha più gol in canna», aveva detto il Comandante a giugno parlando dell’argentino. L’aveva visto l’anno scorso, in una stagione da 14 reti (10 in campionato), interrotte dal doppio infortunio di febbraio-marzo. Era sicuro di trovare un bomber e non solo un mezzo centravanti e un mezzo rifinitore. L’area, più che un dovere, a volte per Taty è un piacere. «Segna i gol belli», un’altra freddura di Sarri. Non si ciba di gol, l’argentino. Nel repertorio sono compresi gli assist, i colpi-gioiello, le aperture. Spesso si perde nella ricerca del pallone, altre volte resta isolato o accerchiato. In una stagione in cui le idee di gioco sono apparse subito fiacche, per via di un impianto tutt’altro che sarriano e di un centrocampo con Cataldi regista d’emergenza e senza una mezzala d’assalto, le difficoltà dei centravanti sono aumentate.
Lazio, i numeri di Castellanos
Taty è comunque l’unico ad accrescere la pericolosità della Lazio. Con lui, in 70 partite di campionato, s’è registrata una media punti di 1.7. Senza scende a 1.4. Non è abissale la differenza, ma neppure esigua. La media gol fatti è più netta: con Taty 1.6, senza scende a 0.7. Sarri di recente ha chiarito, non che ce ne fosse bisogno, che il centravanti che fa a sportellate non è il suo ideale. Quello di una volta tutto spalle no, ma uno capace di staccare e incornare farebbe comunque comodo. A San Siro, dopo l’Inter, lanciando frecciate, Mau s’è concesso un’ammissione di mercato: «Se potessi comprare un attaccante da 40 milioni sarei più soddisfatto». Mikel Oyarzabal, classe 1997, centravanti tecnico della Real Sociedad, capitano e simbolo della squadra di San Sebastian, centravanti della Spagna campione d’Europa 2024, è uno che vale sulla quarantina, senza ricordare la clausola monstre. Un sogno proibito.
