Lazio agitata: scontenti e deprezzati, troppi giocatori senza un futuro chiaro. Tutti i nodi

Ci sono i sacrificabili di gennaio, quelli su cui Sarri ha posto il veto ma che non possono risolvere le proprie posizioni, e quelli che hanno visto scendere il loro valore di mercato
Carlo Roscito
4 min

ROMA - Scontenta e deprezzata. La Lazio fa i conti con sé stessa. Vale per l'aspetto economico e l'umore della squadra. Sono allargate le ripercussioni di quanto successo negli ultimi dodici mesi. Il blocco del mercato la scorsa estate, quello probabile a saldo zero a gennaio, il divieto attuale sui rinnovi (per il costo del lavoro allargato), le mancate promesse mantenute, l'eventualità di non centrare l'Europa per la seconda stagione consecutiva. Il malcontento rischia sempre più di prendere il sopravvento. A maggior ragione dovesse venir fuori un campionato poco ambizioso. Mica facile, la missione di Sarri: alla creazione di una "base competitiva di 7-8 giocatori" (obiettivo ripetuto più volte in conferenza) deve aggiungere risultati positivi nel presente per non perdere altri pezzi in ottica futura.

Lazio, il veto di Sarri

La Lazio ha bisogno di cedere le pedine sacrificabili a gennaio, centrare plusvalenze e allo stesso tempo uscire rinforzata dalla sessione invernale di mercato. Un compito tutt'altro che agevole. Nella lista dei cedibili ci sono Tavares, Dele-Bashiru, Belahyane e Noslin. Con il portoghese, appena rientrato dall'infortunio, non è scattata una sintonia tattica (Martin il sostituto indicato). Gli altri tre, tra infortuni e mancato impiego, sono scivolati ai margini. Il problema maggiore - paradosso - è rappresentato dai calciatori su cui il Comandante ha posto il veto. Sono gli inquieti del gruppo, o comunque quelli che devono risolvere le proprie posizioni senza che oggi ci siano le condizioni per farlo.

Lazio, il dilemma Gila

La difesa è l'esempio della delicata situazione. Romagnoli da due anni aspetta premi non riconosciuti, concordati prima del campionato chiuso al secondo posto. Gila è in scadenza nel 2027, guadagna un milione di euro l'anno, uno degli ingaggi più bassi della rosa. Al momento il rinnovo è impossibile: la fine del contratto si avvicina, potrebbe puntare a liberarsi a parametro zero, a meno che la Lazio non accetti offerte al ribasso rispetto al suo valore. Una doppia mannaia sul cartellino visto che il 50% andrà riconosciuto al Real Madrid. Senza contare le fasce. Il contratto di Marusic, il più titolare tra i terzini, scadrà a giugno. Stesso discorso Hysaj, nel suo caso però l'addio alleggerirebbe le casse di uno stipendio pesante. Lo stesso Sarri si era espresso in merito: «Ci sono tanti che sarebbero da rinnovare, a meno che la società non abbia 100 milioni da spendere per comprarne altri».

Lazio, crolla il valore della rosa

Un’altra stagione senza coppe complicherebbe ancor di più le prospettive. «Mi farò andar bene tutto fino a giugno», l'altra esternazione significativa dell'allenatore. In estate Guendouzi è rimasto poiché convinto dal suo ritorno, le sirene della Premier League non si sono mai spente, il Sunderland fa sul serio come rivelato dal tecnico Le Bris: «Siamo in contatto con lui». Le voci sul suo conto sono esplose all'improvviso, ieri in Spagna è stato scritto addirittura di un interesse del Real Madrid (non confermato). Il suo costo, a prescindere, è calato rispetto alla scorsa stagione. Adesso si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Il ragionamento può valere pure per Rovella, l'altro martello in mediana con Baroni, ora ai box per pubalgia (per lui la differenza è dettata dalle questioni fisiche). Tanti hanno un prezzo inferiore rispetto allo scorso anno. Cause e conseguenze del blocco del mercato. Il percorso per invertire il trend è una salita ripida. 


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