Il giorno della protesta: Curva Nord deserta e Lazio contestata

Il popolo biancoceleste contro il Lecce ha scelto di disertare lo stadio: una decisione presa contro la società e i suoi dirigenti
Carlo Roscito
4 min

ROMA - Il giorno della protesta. Il rapporto conflittuale tra Lotito e il popolo biancoceleste vive costantemente di nuovi dissidi. L'ultimo parte dalla sfida con il Cagliari e troverà concretizzazione oggi, durante la gara con il Lecce. I protagonisti allo stadio, stavolta, saranno i tifosi assenti. La Curva Nord ha annunciato che diserterà l'Olimpico e chissà quanti seguiranno l'indicazione del settore più caldo. La Lazio non potrà contare su gran parte del proprio pubblico, in contestazione per la vicenda Paparelli. La serata della discordia, quella dello scorso 3 novembre: a Giulia, nipote di Vincenzo, era stato negato l'accesso in campo durante la commemorazione - con una spettacolare coreografia - dell'indimenticato nonno, ucciso sugli spalti da un razzo lanciato dalla Curva Sud nel tragico derby di 46 anni fa.

Lazio, dissenso verso la società

Il dissenso è aumentato dopo la spiegazione data venerdì dalla Lazio attraverso Adnkronos, agenzia di stampa scelta negli ultimi mesi come canale preferenziale per esprimere la posizione del club stesso. "Considerato il clima non sereno e la delicatezza del momento nei rapporti con una parte della tifoseria, la società non avrebbe proceduto sulla richiesta avanzata da parte di alcuni rappresentanti della tifoseria di entrare sul terreno di gioco. Una richiesta mai espressa dalla famiglia Paparelli", è stato riportato. La polemica, invece di placarsi, si è ulteriormente accentuata. A inizio partita si capirà quanti laziali avranno aderito alla scelta di abbandonare il proprio posto allo stadio.

Lazio, stadio vuoto per il caso Paparelli

Il caso Paparelli è soltanto l'ultimo dei dissapori tra le parti. La Curva, già contro la Juventus, aveva dedicato il primo quarto d'ora di gioco a cori e striscioni contro Lotito. Per oggi sono stati venduti poco più di 6mila biglietti, molti sono stati acquistati prima della decisione dei gruppi organizzati o facevano parte del pacchetto di tre partite interne, comprensivo dei match contro Juve e Cagliari. Dei 35mila spettatori potenziali, almeno la metà potrebbe rimanere a casa in segno di disapprovazione. Una rinuncia dolorosa, visto che in estate - nonostante il mercato bloccato - la quota abbonati si è spinta comunque fino alle 29.163 tessere sottoscritte.

Lazio, tabù Lecce per Sarri

Non proprio il clima ideale per la squadra di Sarri, finora sempre sostenuta anche in trasferta. In un colpo solo deve provare a ripartire dopo la sconfitta con l'Inter e cancellare il ricordo amaro della giornata conclusiva dello scorso campionato. Il Lecce, in piena lotta salvezza, passò all'Olimpico grazie a Coulibaly condannando Baroni al settimo posto, quindi fuori dalle competizioni europee. I giallorossi da anni rappresentano un vero tabù: negli ultimi 7 incroci hanno vinto 4 volte a fronte di 2 sole sconfitte. Sarri, che oggi totalizzerà 149 panchine in biancoceleste (superato il Napoli, 148), ha piegato il Lecce soltanto in un'occasione nel triennio a Roma: il 14 gennaio 2024 con il timbro di Felipe Anderson. Il Comandante non ha più calciatori di questa qualità. Oggi non avrà nemmeno i tifosi a spingere sugli spalti.  


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