Lazio, i clean sheet sono una specialità di Sarri
ROMA - Si è appena sporcato i guanti, domenica sera, Ivan Provedel. Solo un tiro in porta, quello centrale e innocuo di Tiago Gabriel. Ed è la fotografia più nitida della Lazio che prova a rialzarsi passando da un numero semplice, pulito (o meglio ancora "clean"), che lascia poco spazio alle interpretazioni: sette clean sheets nelle prime dodici giornate.
Provedel, un rendimento da primato
Un andamento non nuovo per la squadra di Sarri. Un dato che racconta più di mille analisi, perché riporta la mente a quella stagione magica, la 2022/23, in cui Ivan Provedel entrò di diritto nella storia del club (e del campionato) raggiungendo quota 21 partite senza gol subiti in un singolo torneo, quota record per la Serie A raggiunta in precedenza solo da Cudicini, Rossi, Buffon e De Sanctis. Oggi la Lazio non è quella macchina perfetta vista due anni fa, è evidente, ma il trend almeno sotto questo punto di vista è lo stesso. Ed è sufficiente per capire quanto Mau sia riuscito a riaccendere la solidità difensiva, restituendo certezze a un reparto che negli ultimi mesi aveva perso equilibrio e fiducia. Il successo sul Lecce e il settimo "zero" nella casella gol subiti restituiscono ai biancocelesti un senso di stabilità che si era smarrito. E riportano Provedel al centro della scena, proprio come nella sua stagione d’oro.
Mister Nenci, il segreto di Provedel
Il portiere friulano non si nasconde, ma al tempo stesso non si prende nemmeno troppi meriti, non è nel suo stile. Con la solita umiltà ha liquidato la sua prestazione: «Questo clean sheet è merito dei miei compagni, io non ho fatto chissà che interventi. Ho subìto solo un tiro in porta». Una frase che fotografa perfettamente il suo modo di essere, ma anche l'ottimo lavoro svolto dalla Lazio a livello difensivo. Provedel non cerca riflettori, cerca equilibrio. E oggi, dopo una stagione complicata, lo ha ritrovato. «Il mio mestiere è anche non crollare quando le cose non vanno bene. Sono contento che il campo stia dando risposte positive». È tornato ad allenarsi con continuità, ha ritrovato Nenci - il preparatore con cui aveva costruito il primo ciclo straordinario alla Lazio - e soprattutto ha ritrovato Sarri, che non ha mai smesso di sostenerlo: «Il mister mi ha dato tanto sin dall’inizio. Ho dovuto dimostrare sul campo di poterci stare».
Lazio, una difesa solida davanti al portiere
Il ritorno alla solidità, però, nasce da un atteggiamento collettivo, non dalla sola prestazione del portiere. La Lazio ha ritrovato compattezza, ha ristretto gli spazi tra i reparti, ha cominciato a difendere da squadra anche nei momenti in cui non riesce a imporre il proprio gioco. È la fase numero uno del progetto di insediamento di Sarri, quello propedeutico al bel gioco offensivo che si è intravisto con il Lecce: «Partendo da una situazione particolare in estate - ha proseguito Provedel - ci siamo detti che dovevamo seguire l’allenatore e lavorare. Non ci siamo fatti travolgere dalle prime partite». E il merito è anche suo, di un portiere che è tornato a essere un valore aggiunto, uno dei protagonisti di una Lazio che ha deciso di ripartire dalla difesa. E adesso intende conquistarsi un rinnovo: «Io penso solo a lavorare e il campo dirà se posso stare qui ancora. Io spero di convincere tutti». Lo sta facendo, un clean sheet alla volta. Una parata alla volta. Una rinascita alla volta.
