Il sogno di Sarri: "Chiudere la carriera al Flaminio intitolato a Maestrelli". Poi svela i migliori giocatori che ha allenato: cinque sono ex Napoli
A tutto Maurizio Sarri. Alla vigilia della sfida con il Milan di Massimiliano Allegri, il tecnico della Lazio si è raccontato a 360° al canale ufficiale della Lega Serie A, tra crescita personale, aspetti caratteriali, calcio e confronti col passato. E alla fine, un sogno nel cassetto che ormai non è più un segreto.
Sarri e la pazienza: "Una delle cose buone dell'invecchiare..."
Così Maurizio Sarri a Radio Tv Serie A, tra cambiamenti e nuovi inizi: "La pazienza? Penso che fino a qualche anno non ne avevo molta. Una delle cose buone dell'invecchiare è che coltivi qualità che prima non ne avevi. Ora cerco di capire di più le persone che ho davanti, prima avevo la mia idea preconcetta. Cosa ho fatto l'anno scorso? Vedi partite, il mondo del calcio è quello e ci rimane dentro, poi la storia familiare quest'anno non è stata bellissima e quindi sono stato preso anche da storie non simpatiche. Fa parte della vita. Il coraggio di cambiare vita? Una serie di contingenze che ti capitano, non c'è bisogno nemmeno di grande coraggio. Inizi a scalare delle categorie, fino ad arrivare ad una categoria in cui o fai un passo avanti o un passo indietro. Una storia di passione, perché da quando ho iniziato ad allenare la sensazione di andare a lavorare non ce l'ho mai avuta. All'inizio è stato per divertimento, poi l'obiettivo è stato quello di farne una professione, senza ambizioni così alte. Allenare in Serie C, fare il professionista e dal punto di vista della passione sei contento lo stesso. Le circostanze e la fortuna di essere nel momento giusto al posto giusto mi hanno portato più in alto di quello che mi aspettavo".
Napoli l'esordio più emozionante
L'esordio più emozionante non si scorda mai: "Sicuramente l'esordio a Napoli, perché ci sono nato lì, è stato tanta roba e pieno di emozioni. Presi una squadra senza cambiare nemmeno troppi calciatori, riuscimmo ad esprimere un calcio bello, che faceva divertire la gente, e abbiamo fatto grandi cose pur non vincendo nulla. È quella che ha dato più gusto ed è chiaro che qualunque squadra che ho avuto in seguito non poteva giocare lo stesso calcio di quel Napoli".