Lotito attacca: “Persi 8-9 punti, sistema arbitrale non più credibile. Raspadori ci ha rifiutato, ma mica è Maradona…”
Dal mercato al "sogno" - come lo definisce lui stesso - del Flaminio, Claudio Lotito, nel giorno dei 126 anni della storia della Lazio, dà un aggiornamento sulla situazione del nuovo stadio: "Stiamo lavorando per il Flaminio, speriamo di coronare questo sogno, siamo alle battute finali per la presentazione della documentazione", ha dichiarato al Parco dei Daini a Villa Borghese, a Roma, durante i festeggiamenti per il compleanno del club. "Sento la responsabilità di un secolo di storia, sono il presidente piu longevo della Lazio e spero di ripercorrere le orme di alcuni miei illustri predecessori" ha detto.
Lotito: "C'è chi non ha la nostra storia"
"Il calcio non è solo risultato sportivo ed economico, noi vorremmo essere un punto di riferimento per la città per educare i giovani ai valori di un tempo", ha proseguito Lotito. "La stragrande maggioranza delle squadre non ha la nostra storia che ho voluto preservare. La nostra è una storia importante, siamo l'unica società che è ente morale, speriamo di lasciare una traccia indelebile", la sua conclusione.
Le parole del sindaco Gualtieri
"Il presidente Lotito ha annunciato che sta per presentare il completamento della documentazione che serve per far partire l'iter relativo allo stadio Flaminio. Noi siamo soddisfatti e contenti. È un passaggio importante, lo riceveremo e valuteremo con grande cura, attenzione e interesse, con lo spirito di auspicare che anche la Lazio si doti di un proprio stadio. Ne parleremo nel merito quando ci sarà questo passaggio formale". Così Roberto Gualtieri, sindaco di Roma. Gualtieri ha poi sottolineato come la ricorrenza della fondazione della Lazio sia un'occasione per "festeggiare questo compleanno con una targa che ricorda che questo parco è stato il primo luogo in cui la Lazio ha giocato per alcuni anni. La società ha avviato con le istituzioni un percorso che può portare all'adozione del parco per contribuire alla cura, alla manutenzione e alla riqualificazione di questo luogo, lo apprezziamo molto", ha concluso.
Lotito e gli arbitri: le sue parole
"Arbitri? Io registro i danni che abbiamo subito. Non è solo un problema della Lazio, che è forse la più penalizzata, ma il sistema così come è concepito non tiene più. Questo è un sistema basato sulla credibilità e non è più credibile. La Lazio ha perso almeno 8 o 9 punti reali. La mia battaglia non è solo per la Lazio ma per il sistema. L'unica cosa che ho a cuore è che il sistema funzioni in maniera trasparente, corretta e uguale per tutti". Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, a margine della cerimonia per il 126° anniversario della fondazione del club, tenutasi al Parco dei Daini a Villa Borghese. "Ho fatto un comunicato ufficiale, quando tutti criticavano gli arbitri, per smorzare i toni dicendo che bisognava accompagnare il percorso di crescita – aggiunge il presidente biancoceleste. – All'interno della classe arbitrale ci sono conflitti, deferimenti e situazioni varie. Non ho voluto delegittimare nessuno, ma abbiamo continuato a registrare episodi che dimostrano valutazioni non conformi. Questo ha generato in me, come uomo delle istituzioni, la necessità di attenzionare il problema con una lettera alla Lega, in cui si chiede di creare le condizioni per definire queste situazioni una volta per tutte". Poi sul mercato: "Raspadori alla Roma? E mica è arrivato Maradona". Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, a margine della 'consegna in adozione' a Roma del parco dei Daini a villa Borghese commenta il probabile acquisto di Giacomo Raspadori da parte dei giallorossi. "Noi gli facemmo una proposta ma lui non l’ha accettata - spiega -. Ha scelto di andare alla Roma? Vedremo se è più forte di quelli che ho preso io"