Romagnoli, è caos totale: la mossa disperata di Lotito, Sarri e i tifosi della Lazio furiosi

Il presidente ieri ha provato a riaprire sul rinnovo, ma per Alessio è tardi: ecco cosa succederà
Carlo Roscito
4 min

Lotito al contrattacco a Formello, un cantiere a cielo aperto in questo mercato invernale. Ieri ha raggiunto il quartier generale, quasi ci fossero da seguire i lavori che oggi sembrano più di smantellamento. Ha provato in extremis a ricucire il rapporto con Romagnoli dopo 2 anni di stallo e tensioni sul rinnovo contrattuale. «C’è stato tanto tempo, ormai è tardi», la risposta del difensore. Il vertice con il centrale, terzo big in uscita a gennaio, non ha portato a un'inversione. L'Al-Sadd ha presentato un'offerta di 7,5 milioni di euro (+1 di bonus facilmente raggiungibile), soprattutto un triennale da 6 milioni l'anno a Romagnoli. Una proposta irrinunciabile a prescindere, figuriamoci a 18 mesi dalla scadenza e con la rivendicazione del giocatore delle promesse inevase da parte della società, risalenti alla qualificazione Champions del 2023. 

Romagnoli-Lotito, il rapporto è chiuso

Il presidente ha comunicato a Romagnoli di pensare al rinnovo (senza specificare le cifre): messo alle strette, può essere stata una mossa per deresponsabilizzarsi agli occhi di Sarri, sempre più furioso. Lotito è in difficoltà nei confronti del tecnico, che ritiene da sempre Alessio un uomo-cardine. In estate i contatti con i suoi agenti non avevano portato alla fumata bianca: il club, dopo la richiesta di una proposta, non aveva più risposto. Lotito ha tentato il colpo di scena, non ci sono più i margini. Il divorzio si consumerà oggi. Romagnoli parlerà di nuovo con Sarri: il calciatore gli rispiegherà la propria posizione, non voleva andare a Lecce, il compromesso potrebbe essere giocare in Puglia e poi dirsi addio. Si deciderà in extremis. Come il tecnico rassegnò le dimissioni nel 2024, anche lui ora chiede il via libera (ieri pomeriggio si è allenato in gruppo). Ritiene chiuso il capitolo Lazio.

La contestazione dei tifosi e il mercato

Lotito ha cercato il colpo di coda. Forse ha voluto dimostrare a Sarri di averci provato fino all'ultimo. La separazione è inevitabile. Il rapporto con Sarri rischia di diventare ancor più conflittuale. Senza considerare la protesta dei laziali: la Nord ha chiesto ai non abbonati di non acquistare i tagliandi per il 30 gennaio in casa contro il Genoa. Può far pensare all'intenzione di disertare lo stadio per quella gara. Si valutano nuove forme di contestazione. Il club ha replicato con un comunicato ufficiale: "La Lazio condanna con la massima fermezza il messaggio diffuso nelle ultime ore da soggetti riconducibili al cosiddetto tifo organizzato, che invita i sostenitori a non acquistare i biglietti, subordinando tale comportamento a valutazioni e pretese legate alle scelte societarie e sportive. Un atto grave e inaccettabile, che travalica ogni forma di legittimo dissenso e assume i contorni di un vero e proprio tentativo di pressione organizzata e di condizionamento". Il passaggio sul mercato: "C’è serenità e piena condivisione interna". Il presidente ieri ha parlato anche alla squadra per cercare di infondere tranquillità e caricarla per Lecce. La Lazio opererà per sostituzione. Danilho Doekhi e Diogo Leite dell'Union Berlino (nel mirino anche della Fiorentina) i nomi con l’uscita di Romagnoli. Il discorso vale anche per Mandas, sempre più vicino al Bournemouth: prestito di quasi 3 milioni, diritto di riscatto sui 20. Il nome di Motta (Reggiana) si è aggiunto a Leali, Palmisani, Stankovic e Klinsmann. 


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