Lazio, lezione di vuoto© BARTOLETTI

Lazio, lezione di vuoto

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport-Stadio
Ivan Zazzaroni
3 min

La fine non è nota, ma chi ha scritto l’inizio di questo capitolo ha intenzione di arrivare all’ultima pagina del libro. C’è già il titolo: O si fa la Lazio o si muore. Rinascere è più difficile di morire e disertare lo stadio significa fare tabula rasa, sentimentalmente, di vent’anni di promesse mantenute solo parzialmente o addirittura tradite. E lasciami gridare, io senza amore non so stare, si urlava con voce arrochita dal rancore e dall’emozione in una vecchia canzone.

Stavolta all’Olimpico hanno gridato in 4.000, il rumore di niente somigliava a un frastuono. I laziali sono stanchi del loro presidente, così stanchi da chiamarlo gestore non riconoscendogli neppure i meriti pregressi.

Forse perché non si è mai trattato di una vera storia d’amore o forse perché è così che finiscono tutti gli amori. I laziali non ne possono più di Claudio Lotito e tutto fa pensare che, come in un film di Verdone, la cosa sia reciproca. Chi comanda non è disposto a distinzioni poetiche, suggeriva Lucio Dalla, Claudio Lotito è tra loro. Ma nell’assenza che diventa presenza, nel dire «grazie, preferisco di no», c’è un messaggio più potente di qualsiasi ode. Un messaggio che, grazie a Dio, antepone la preoccupazione alla violenza, la ripulsa alla rabbia. Per protestare i tifosi della Lazio non infrangono vetrine, ma lasciano che nello specchio si rimiri colui che considerano l’artefice di ogni nequizia.

Lui, da solo. E tutto il mondo fuori. Qualcosa significherà. Lotito non è stupido. Tutt’altro. Per chi vuol vedere e per chi vuol sapere è solo questione di tempo.

Lo ripeto una volta di più: “imporre” al proprietario di un club di vendere, se non vuole farlo, non rientra nei compiti di un giornalista serio o di altri soggetti esterni - unica eccezione le banche (non è questo il caso). Invitarlo a riflettere sul presente e sul futuro del club è invece cosa buona e giusta.

Pur essendo dotato di tanta fantasia - e basandomi soprattutto su fatti e contrasti degli ultimi anni - non riesco a individuare un modo col quale Lotito possa riuscire a ricomporre la frattura con i tifosi recuperando un minimo di consenso.

Nel corso di una delle tante “telefonate rubate”, ha detto che la Lazio vale un miliardo e mezzo o giù di lì. Ma quanto vale la Lazio senza i laziali? Senza la passione, Lotito è proprietario di niente.

PS. Il corteo procede a piccoli passi nel deserto bianco. Regna la perfetta armonia. E la cadenza dei passi è ritmata dalla melodia del vento. Non ci si supera. (La marcia dei pinguini).


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