Romagnoli, i retroscena su come si è ripreso la Lazio e quel gesto per Maldini...

Dopo la crisi di nuovo alla guida della squadra in Coppa: equilibrio e regia difensiva
Daniele Rindone
4 min

In ogni vita, per tutti, c’è un’Itaca da lasciare. Alessio Romagnoli stava per lasciare la Lazio, sentiva che era arrivata l’ora di andare via per tutti i motivi arcinoti, pensava che la sua fedeltà era stata tradita. Neppure è partito ed era già di ritorno. Non s’è chiesto nemmeno il perché. S’è ripreso il suo posto, è di comando nella difesa di Sarri. E’ tornato il Romagnoli di prima, energico e audace. Non ha perso intensità e spirito, non sono cambiati gli occhi da capopopolo che sa dove portare la sua gente. Sarri l’ha rilanciato titolare a Bologna, a Torino era entrato nel finale. Riconosce il ruolo di supremazia che ha Romagnoli: «E’ il joystick della nostra linea», ha detto il tecnico a Bologna. Nella missione di Alessio c’è sempre stata e continua ad esserci una reponsabilità che va oltre il campo e il calcio. Era il figlio perfetto, il giocatore-bandiera. La crisi scoppiata con Lotito è datata, ha toccato l’apice a gennaio, ma già da un anno era strisciante. È tutto rinviato a giugno, si vedrà se Alessio confermerà la volontà di partire, ad un anno dalla scadenza del 2027, e soprattutto se l’Al-Sadd manterrà la parola di prenderlo. Da valutare ci saranno le mosse della Lazio, se deciderà di riaprire la trattativa per il rinnovo, quantomeno di provarci nonostante lo strappo con Romagnoli e le tensioni con i suoi manager.

Romagnoli, perché per Sarri è fondamentale

Sarri, senza di lui, sapeva che non sarebbe stato lo stesso. Per sua fortuna ci ha dovuto rinunciare poco. Con il Genoa nel pieno della telenovela di mercato di un gennaio delirante, a Torino dopo una settimana in cui s’era allenato poco. Forse è stata anche una penitenza, decisa per rispettare il gruppo e chi si era sempre allenato. Mau dovrà rinunciare a Romagnoli domani con l’Atalanta, tiene pronto Provstgaard. Sembra poco il ritorno lampo di Alessio, subito ad alti livelli agonistici, ma non lo è. Gestire un vulcano emotivo come quello che gli era scoppiato dentro non è mai facile. Già s’immaginava in Qatar, ricoperto di milioni. Ha avuto la forza necessaria per ritrovare subito la concentrazione e ricaricarsi, comunque una lezione. Ha recuperato stato fisico e mentale. Romagnoli è l’alfiere della difesa di Sarri. Detta i movimenti, le scalate. Sa dove mettersi, sa costruire, sa attaccare. A Bologna è stato d’aiuto a tutti in partita e ai rigori. Una guida per i compagni di reparto, un sostegno per i nuovi. Quando Maldini s’è visto parare quella girata su assist di Pedro s’è sentito rincuorato. Romagnoli gli si è avvicinato e l’ha invitato a crederci.

La storia di Romagnoli con la Lazio

Alessio Romagnoli, parlano i numeri. A Bologna quanti record di squadra: 126 tocchi, 114 passaggi di cui 109 riusciti, 5 respinte difensive, 5 ingressi nella trequarti rossoblù, un tiro. Da quando è arrivato alla Lazio, stagione 2022-23, è tra i giocatori più presenti. Solo Marusic (127 presenze) ha giocato più di lui (116 presenze come Zaccagni). E sempre solo Marusic è partito più volte titolare (115) e ha disputato più minuti (10.055) di Alessio (110 partite e 9.760 minuti di gioco). E’ tra i difensori che hanno vinto più duelli aerei in Serie A dal 2022, sono 285 per Romagnoli, la classifica è guidata da Djimsiti (301), Rrahmani (330) e Baschirotto (339). Sarri con Romagnoli ha centrato la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia e punta a chiudere la stagione con un altro passo. Perdere Alessio sarebbe stato un colpo durissimo, non trovarne un altro ancora di più.


BIANCOCELESTE TUTTO L'ANNO! Abbonati per 3 mesi a 19,90€ e ricevi GRATIS A CASA TUA il Calendario Ufficiale 2026 dalla S.S.Lazio © RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Lazio