Lazio, futuro incerto. Intanto l’Olimpico sarà ancora deserto
L a protesta va avanti, con modalità da valutare di volta in volta. È la linea scelta dai gruppi del tifo organizzato biancoceleste, che hanno ribadito la propria posizione attraverso un comunicato pubblicato ieri sui social: «In questo momento essere costanti e uniti è più che mai importante. Ci sentiamo in dovere di supportare ogni tipo di manifestazione di dissenso che viene espressa in maniera corretta e non lesiva alla contestazione di un popolo intero verso questa società», si legge nella nota. A seguire c'è il sostegno esplicito alla petizione "Lettera al presidente Lotito", promossa su Change.org dai due giornalisti tifosi della Lazio, Federico Marconi e Alberto Ciapparoni: «Come chiediamo di appoggiare le scelte del tifo organizzato, ci sentiamo di aiutare altre iniziative, come ad esempio la petizione, arrivata già a 41mila firme. Solo uniti facciamo la differenza, che sia dentro lo stadio, fuori o con una petizione».
Il dato
Quel che è certo è che oggi contro l'Atalanta ci sarà di nuovo lo stadio vuoto come accaduto con il Genoa (sono stati venduti appena 3.400 biglietti). I tifosi si raduneranno ancora una volta a Ponte Milvio, come spiegato dagli esponenti della Curva Nord a Radio Laziale: «Si tratterà di un’altra prova di attaccamento e di fede, non una battaglia che facciamo in base ai risultati. La protesta è spontanea, ognuno è libero di fare ciò che meglio crede. Abbiamo deciso di festeggiare il nostro San Valentino a Ponte a Milvio perché amiamo la Lazio. È un amore incondizionato»· Insomma, il solito concetto ribadito più volte nel corso degli ultimi mesi, cui in questa occasione è stato associato anche il poco gradimento per il tempismo con il quale è stata annunciata la conferenza stampa di presentazione del progetto relativo allo stadio Flaminio da parte della Lazio, programmata per martedì a Formello, mossa interpretata quasi come un modo per distogliere l'attenzione dalla contestazione.
Il dilemma
Insomma, la contestazione prosegue a oltranza, ma presenterà presto un dilemma importante da dover risolvere. All'orizzonte infatti c'è la prossima gara casalinga di campionato dell'8 marzo, Lazio-Sassuolo, ma soprattutto quella in programma 4 giorni prima ancora una volta con l'Atalanta, match valido per la semifinale d'andata di Coppa Italia. Una partita che può valere la stagione e che mette il tifo biancoceleste davanti a un bivio. Da una parte la volontà di portare avanti il malumore nei confronti di Lotito, prendendo in considerazione l'idea di disertare ancora una volta lo stadio; dall’altra il desiderio fisiologico di ogni tifoso, quello di stare vicino alla propria squadra, a maggior ragione in una fase delicata e potenzialmente storica come quella. Il dilemma Coppa resta aperto. La protesta, invece, no: quella continuerà. Dentro lo stadio o fuori, con cori o con silenzi, con presenze o con assenze. La modalità sarà decisa di volta in volta.
