Maldini vuole dimostrare di valere 14 milioni: è un tuttofare, ora cerca il gol con la Lazio
Maldini multiruolo, diventi presto multitasking: contemporaneamente vanno aggiunti i gol alle capacità di adattabilità e movimento. Falso nove, esterno, trequartista: si è vista ogni versione possibile contro l'Atalanta, lasciata a gennaio e ritrovata subito da avversaria all'Olimpico, prima che si ri-materializzi il doppio appuntamento clou delle semifinali di Coppa Italia. Daniel è partito centravanti, poi si è spostato sulla fascia con l'ingresso di Ratkov, il serbo ha riempito meglio l'area quando lui si è allargato a sinistra. Poco dopo, entrato anche Cancellieri, si è accentrato dietro la punta per fare il trequartista puro, in quella che è la casella ideale da occupare per uno con le sue caratteristiche. Al momento Sarri lo sta inquadrando come riferimento al centro del tridente, la scelta è stata chiara in queste prime presenze nonostante il forfait di Zaccagni. Al posto del capitano sono stati utilizzati Pedro e poi Noslin una volta finito ko lo spagnolo a Bologna.
La convinzione
A maggior ragione si proseguirà sulla stessa strada, salvo sorprese o nuove emergenze da scongiurare negli ultimi 3 mesi di stagione. Saranno quelli decisivi per l'eventuale riscatto del suo cartellino, valutato 14 milioni di euro durante il mercato invernale. Lotito e Fabiani puntano sulle sue qualità, Maldini deve convincerli dell'investimento in estate grazie alle giornate di campionato rimaste e alla Coppa Italia, da provare a portare fino in fondo eliminando proprio la sua ex squadra. Sarri gli sta dando piena fiducia, pretende però miglioramenti sotto tutti i punti di vista. Lo continua a studiare in allenamento e in partita, adesso gli chiede le reti necessarie per trascinare un reparto in cui è diventato il cardine principale.
I numeri
Maldini è ancora a secco in questa stagione. Finora ha totalizzato 15 gare, 11 con l'Atalanta e 4 con la Lazio. Non ha mai timbrato il cartellino, è riuscito soltanto a concretizzare 2 assist tra le due diverse esperienze. Il secondo passaggio vincente è stato quello a Pedro a Torino, ha strappato il pallone a Locatelli in pressing e l'ha servito allo spagnolo contro la Juve. Il primo, invece, l'aveva regalato a De Roon in Atalanta-Genoa di Coppa Italia (ottavi) lo scorso 3 dicembre. Troppo poco per essere soddisfatto delle prestazioni personali: i numeri non sono tutto, ma in questo caso rimangono nettamente insufficienti. La Lazio lo seguiva da più di un anno, ha affondato il colpo appena ha potuto, ora aspetta segnali confortanti per essere incentivata nella spesa da sostenere nella sessione estiva.
Un upgrade
Le parole siano accompagnate dai fatti: «La Lazio è la piazza giusta per fare il salto di qualità», ha detto il giorno della conferenza di presentazione a Formello. Tutti, a livello di dichiarazioni, hanno espresso sicurezza sul suo talento, mai espresso con continuità con le varie maglie indossate in carriera. Il primo passo in biancoceleste è stato quello di trovare costantemente la via del campo (sono 4 su 4 dall'inizio dal suo arrivo). Il secondo, decisivo, dovrà essere un rendimento all'altezza delle promesse. E dei milioni previsti per il riscatto, ovvio.
