Zaccagni convocato da Sarri: c’è un motivo se riesce a cambiare la Lazio

Il capitano tenta la doppia riscossa: convincere il tecnico e Gattuso. Cerca il gol. Non segna dall’andata con i sardi
Daniele Rindone
4 min

Le cadute di Zaccagni hanno complicato ancora di più il lavoro di Sarri, un’altra delle calamità subite, da invocare stregoni. Due squalifiche, una panchina e uno stiramento dal 20 dicembre a ieri. Tre gol in 19 partite di A, l’ultimo col Cagliari il 3 novembre. Torna oggi e forse è destino. Zaccagni è stato convocato ed è annunciato in panchina. Sarri ha avuto la tentazione di lanciarlo subito, ma deve valutare pro e contro. Dopo Cagliari c’è la trasferta di Torino, ancora dopo l’andata con l’Atalanta in Coppa Italia. L’idea è inserirlo gradualmente. Se partirà dalla panchina, troverà spazio in corsa. Altrimenti completerà il tridente con Isaksen e Maldini. Sarri ha un buco a sinistra e il mercato non l’ha colmato. Maldini è stato preso e viene utilizzato da centravanti. Pedro s’è fatto male. Noslin incide di più in corsa. Cancellieri a sinistra non funziona. Ecco perché Mau è tentato da Zaccagni ogni volta che lo recupera.

La stagione

Il capitano ne ha passate di tutti i colori nell’ultimo anno. Ha chiuso la scorsa stagione sofferente, giocava coi dolori dovuti alla pubalgia. A giugno la decisione di operarsi. Ha iniziato il ritiro a parte, il rientro non è stato immediato. A ottobre s’è fatto male agli adduttori. L’ultimo stop, che l’ha tenuto ai box da fine gennaio, è stato certificato come «lesione di medio grado a carico del muscolo obliquo dell’addome». Uno stiramento inusuale. Non è si è escluso che l’operazione di giugno possa aver inciso. La stagione di Zaccagni è stata tribolata, spera di aver pagato tutti i conti con la sorte. Se lo augura Sarri, ha avuto un contributo basso. Zac poche volte è apparso brillante, sciolto. I tre gol sono raggruppati nei primi tre mesi: Verona, Genoa e Cagliari da agosto a novembre. Restano le ultime 13 partite più la semifinale di Coppa Italia. L’idea è portarlo vicino al top a marzo per il primo round con la Dea. E’ dal 2022-23 che in campionato non chiude in doppia cifra. Sei gol nel 2023-24, otto l’anno scorso. I tre di quest’anno vuole migliorarli per avvicinarsi alle medie delle ultime due stagioni.

Il ruolo

Il vero Zaccagni, ala che punge, fa la differenza e cambia il volto della Lazio. L’assenza, o la presenza dimezzata, produce l’effetto contrario. Zac cerca sempre di anticipare i rientri, sente il senso di responsabilità. E’ doppio stavolta. Vuole arrivare pronto per i playoff dell’Italia a fine marzo. Ha un mese di tempo per rilanciarsi dando un segnale forte. Cagliari, Torino e l’Atalanta in Coppa sono le prime tre partite per tentare un nuovo decollo. Ha varie missioni in agenda: provare a risollevare la Lazio e tenerla a galla, tentare l’impresa con l’Atalanta, aiutare Gattuso a centrare il Mondiale. Più di tutto vuole ritrovare se stesso, il vero Arciere. E per rivedersi tale gli serve ritrovare tutto il suo potenziale: gli scatti, le sgassate che disorientano, gli assalti in area, i gol.


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