Lazio, l’abbraccio dei tifosi alla squadra: sciopero invariato, ma c’è un’idea
ROMA - Nessun passo indietro. Con la semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta alle porte, con appena 3.500 biglietti complessivi venduti tra prelazione e vendita libera, ieri i gruppi organizzati della tifoseria biancoceleste hanno diramato un nuovo comunicato ufficiale. La protesta contro la società prosegue, lo stadio resterà ancora una volta senza il cuore pulsante della Curva Nord, ma anche di tutto il resto dei tifosi che si sono accodati alla contestazione. Stavolta, però, con una novità: il sostegno alla squadra arriverà da fuori.
La protesta dei tifosi della Lazio
La frattura tra tifoseria e dirigenza viene definita «ormai insanabile». Negli ultimi giorni Roma è stata tappezzata di striscioni e manifesti contro Lotito, con riferimenti anche politici. Una contestazione che va oltre il campo e che non si è attenuata neppure alla vigilia di una partita che può indirizzare la stagione. Nel mirino dei gruppi c’è anche la strategia societaria per provare a riempire comunque l’Olimpico, con inviti e biglietti omaggio destinati al settore giovanile, alle scuole calcio affiliate e agli istituti scolastici con i quali ci sono rapporti preesistenti. Una mossa giudicata provocatoria e irrispettosa nei confronti degli abbonati che, pur avendo diritto alla prelazione, hanno scelto di non entrare per coerenza con la protesta. «Regalare biglietti a destra e a manca con il rischio concreto di far entrare anche tifosi non laziali» è uno dei passaggi più significativi del comunicato.
Sostegno
La decisione resta di non entrare, anche per una semifinale di Coppa Italia. «Non una semplice partita di campionato», sottolineano. Ma allo stesso tempo viene ribadito un concetto chiaro: «Non deve però pagare lo scotto la squadra, ci sentiamo quindi di trovare un modo per farci vedere vicini ai ragazzi». Per questo i gruppi hanno annunciato che si raduneranno prima del match a Ponte Milvio, chiedendo «a chi ne ha le facoltà» (quindi la Lazio e la Questura) di far transitare da lì il pullman con a bordo i giocatori prima della sfida. L’obiettivo è scortarlo, far sentire la vicinanza del popolo laziale in un momento delicato. Poi il corteo si sposterà sotto la Nord, dove i tifosi ascolteranno la partita alla radio, intonando cori e provando a far arrivare la propria voce fin dentro lo stadio. «Facciamo rivivere ai nostri ragazzi quel clima che ci meriteremmo, sotto la nostra Nord», si legge nel finale del comunicato.
Olimpico senza tifosi
La Lazio si prepara così a vivere una semifinale particolare, in un Olimpico che al suo interno sarà ancora senza la spinta compatta dei suoi tifosi, ma che fuori avrà al suo fianco, seppur a distanza, un corteo pronto a farsi sentire. La sfida con l’Atalanta vale una stagione. In campo serviranno nervi saldi e concentrazione. Fuori, la protesta continuerà seguendo la linea di confine tracciata ormai da lungo tempo: contro la società, a sostegno della maglia.
