La Lazio sempre più sola e senza tifosi: il dato che conferma la crisi con la protesta del tifo biancoceleste
ROMA - L’O limpico non è più un fortino. Anzi, negli ultimi mesi è diventato l’esatto contrario: un terreno incerto dove la Lazio fatica a ritrovarsi e a vincere. I numeri raccontano una crisi evidente tra le mura amiche, una situazione che pesa non solo sulla classifica ma anche sull’umore di una squadra che ha smarrito il vantaggio di giocare in casa.
Lazio, bilancio preoccupante all'Olimpico
Nelle ultime sette partite disputate a Roma in campionato (in più c’è anche il pareggio con l’Atalanta in Coppa Italia), infatti, la Lazio ha raccolto una sola vittoria. Il successo risale al 30 gennaio contro il Genoa. Un caso isolato, racchiuso in un bilancio diventato preoccupante: tre sconfitte e tre pareggi. Sono arrivati i ko con Napoli, Como e Atalanta, mentre le sfide con Bologna, Cremonese e Fiorentina si sono chiuse senza vincitori. Il problema non è soltanto tecnico. Negli ultimi mesi l’Olimpico ha perso anche il suo elemento più caratteristico, il “dodicesimo uomo”: il calore della tifoseria. La protesta dei gruppi organizzati del tifo biancoceleste continua e lo stadio resta ogni volta semivuoto. Una situazione che inevitabilmente condiziona l’atmosfera delle partite. Anche per domani con il Sassuolo il copione non cambierà. La prevendita procede a rilento e, al momento, sono stati staccati appena 1700 biglietti. Si resterà più o meno su questi numeri. Una cornice surreale, fotografia di uno dei momenti più bassi (se non il più basso) del rapporto da sempre complicato tra tifoseria e presidente Lotito.
La squadra di Sarri senza la spinta della Curva Nord
Il risultato è un paradosso evidente. In passato l’Olimpico è stato uno dei punti di forza della Lazio, uno stadio capace di trascinare la squadra nelle serate importanti. Oggi, invece, il fattore campo sembra essersi dissolto. Senza la spinta della Curva Nord e con una squadra che fatica a trovare continuità, il potenziale vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico si è trasformato in una difficoltà. Sarri ha più volte sottolineato quanto la presenza dei tifosi possa incidere sulle prestazioni, quanto manchino in generale, pur rispettandone le prese di posizione. Non si tratta solo di rumore o di cori, ma di quella pressione emotiva che spesso aiuta a ribaltare l’inerzia di una partita o a trovare energie quando le gambe diventano pesanti. La Lazio, però, deve fare i conti con la realtà del momento. L’Olimpico non è più casa nel senso pieno del termine. E finché la frattura tra tifoseria e società resterà aperta, sarà difficile ricostruire quell’ambiente che negli anni ha fatto la differenza.
