Incubo Zaccagni, un altro stop per la Lazio: rischia il ritorno con l’Atalanta
ROMA - Destino cinico e baro, sempre più. Anche un eccesso di rischio e di temerarietà, non i primi, se è una colpa. Un altro stop per Zaccagni, il terzo dall’operazione alla pubalgia di giugno. S’è fatto male contro il Milan, pensava fosse un trauma da ginocchiata. Era l’anticamera di uno stiramento, è stato chiaro a fine partita. Zaccagni avrebbe provato a resistere per spirito di sacrificio e su preghiera di Sarri. Mau l’ha sostituito al 38’ st. Solo ieri la certificazione dello stiramento in un doppio punto: "Mattia Zaccagni ha riportato una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra. L’atleta ha già iniziato il protocollo di recupero", il bollettino della Lazio. Il muscolo vasto mediale è tra i 4 componenti del quadricipite femorale, fondamentale per l’estensione del ginocchio e la stabilità della rotula. Il muscolo vasto intermedio è situato profondamente nella parte anteriore della coscia, tra il vasto laterale e il mediale, coperto dal retto femorale. Lo stop è quantificabile in 30-40 giorni, solo nuovi esami chiariranno i tempi con precisione. Un mese è il minimo. Siamo al 19 marzo, la semifinale di Coppa Italia è programmata il 22 aprile a Bergamo. Zaccagni è a forte rischio. Molto dipenderà dalle reazioni ai trattamenti fisioterapici. Il capitano ha sempre provato ad anticipare i recuperi pur di essere presente, ha giocato con due allenamenti nelle gambe. Non si arrenderà facilmente. Stavolta è più dura del solito.
Le alternative a Zaccagni
L’Arciere s’era fatto male a inizio febbraio, un infortunio inconsueto: "Lesione al muscolo obliquo dell’addome". Nel giro di un mese e mezzo il secondo stop. Non ha pace. Sarri, ormai abituato a tutte le rovine, torna alle soluzioni alternative: Noslin, Pedro o Cancellieri adattato. Lo spagnolo è stato utilizzato di più, poi l’olandese e l’ex Parma. Sarri ha spiegato che Maldini lo considera centravanti, che da ala può giocare solo 20 minuti. Non lo sposterà se non sarà costretto. Pedro è rientrato dopo il brutto infortunio di Bologna, sta carburando. Noslin è finito di nuovo ai margini, scavalcato da Dia. La loro sfida è fatta di sorpassi e controsorpassi. Cancellieri ha dato segnali in corsa, si è ripreso dopo un vistoso calo. E’ stato lui a confessare le difficoltà: "Ho avuto un momento particolare, anche questioni extra-calcio". Sarri a sinistra non lo vede, ha tentato l’esperimento, ha visto che non funziona. Oltre un mese senza Zaccagni significa essere di nuovo in emergenza contro Bologna, Parma, Fiorentina e Napoli, partite di A da domenica al 19 aprile. Poi Bergamo.
