Lazio a caccia di bonus: la promessa di Lotito e quanto manca alla squadra per centrare l’obiettivo
Su di giri all’improvviso. Decisi, convinti, resilienti, vincenti. Con le attitudini giuste per la nuova dimensione tattica trovata da Sarri, nulla di più lontano dal sarrismo: il gioco sugli altri, il golpe in contropiede, la capacità di aprire spazi per tuffarsi dentro con la potenza degli scattisti o gli inserimenti delle mezzali. E’ una Lazio con più ferocia e più cinismo, incardinata dentro un 4-3-3 di scudi e frecce. Così si sono centrate tre vittorie dei fila: Sassuolo, Milan e Bologna. Così è iniziata la risalita, tarda ma onorabile, utile per arrivare pronti alla semifinale di Bergamo del 22 aprile.
Quel patto per i premi: quanto manca
Una scossa c’è stata. Sarri le ha tentate tutte, il ricorso al contropiede era stato la prima mossa dopo la prima crisi. Gli infortuni a catena più il pre e il post mercato avevano stravolto gioco ed equilibri di squadra, smontata in corsa. Mau è stato bravo a ricompattare il gruppo dopo Torino, il punto più basso della stagione. E’ stato bravo a integrare Taylor subito, l’unico dei nuovi ad aver fatto la differenza. Non ha mai smesso di motivare. E’ intervenuto anche Lotito prima di Lazio-Sassuolo, ha rassicurato lo spogliatoio sul futuro, ha raddoppiato il premio per la Coppa Italia (da 2 milioni lordi a 4) e ne ha concesso uno aggiuntivo per il finale di campionato: scatta alla quinta vittoria di fila. Alle tre con Sassuolo, Milan e Bologna andrebbero aggiunte quelle con Parma e Fiorentina. La prima in casa il 4 aprile, la seconda fuori il 13 aprile. Si gioca sempre per vincere, un incentivo in più non guasta mai. La squadra aveva bisogno di un segnale da parte del presidente, ha promesso più presenza a Formello ed è stato munifico.
Il finale di stagione della Lazio
La Lazio si giocherà tutto a Bergamo, la Coppa mette in palio l’Europa e la Supercoppa. In caso di finale con l’Inter scudettata si strappa il pass per la fase finale o la finale secca, il format è da decidere insieme alla sede. Non sarà più in Arabia. In campionato mancano 8 giornate, la Lazio ha sorpasso il Bologna ed è salito all’ottavo posto, sicuramente meglio dell’11º di qualche settimana fa. Lotito ci tiene a chiudere in una posizione dignitosa, per quanto sia un obiettivo astratto. L’Atalanta settima è a più 7, la Roma sesta è a più 11. Le posizioni valgono un ricavo, più si sale più è alto. Ogni altro discorso è rinviato a giugno. In ballo ci sono i rinnovi, in 12 sono in scadenza. Tre a giugno 2026, ma tra Pedro, Basic e Hysaj l’unico ad avere qualche chance è il croato per quanto gli ultimi contatti risalgano a gennaio. Gli altri 9 sono in scadenza a giugno 2027: Gila, Romagnoli, Provedel, Lazzari, Pellegrini, Cataldi, Cancellieri, Patric e Gigot. Le mosse s’intrecciano al futuro della panchina, apparentemente si lega alla Coppa Italia, visto quanto accaduto per tutto l’anno tra Sarri e Lotito non può prescindere da rapporti, idee e visioni. Mau e il presidente parleranno a fine stagione. Il Comandante non rinuncerà ai due anni a 2,5 milioni netti, solo un progetto tecnico allettante o un’offerta pari lo spingerebbero a chiedere di partire. Nessuno crede che Lotito si metterebbe di traverso, senza offerte per Sarri la decisione spettererebbe al presidente: continuare o cambiare? Sarri e Lotito vorrebbero uscirne entrambi vincitori.
