La Lazio rifà i conti per il calciomercato estivo: c’è soltanto un serio rischio

Entro domani il computo economico andrà inviato alla commissione di vigilanza
Daniele Rindone
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Conti a scadenza, un’altra volta. Domani sarà il 31 marzo ed è la data limite per riconsegnare alla commissione per la vigilanza sui bilanci il computo economico degli ultimi mesi. È tutto pronto, sta alla società decidere se inviare la Pec oggi o domani. Il verdetto si conoscerà a maggio. In ballo l’operatività di mercato. Lotito era riuscito a sbloccarlo per gennaio, fu aperto senza limiti dopo i divieti estivi. In estate i parametri erano tre, tutti sforati dalla Lazio. Da gennaio ne pesa solo uno, il costo del lavoro allargato. Rispetto all’ultimo controllo di novembre è cambiata la soglia da raggiungere: il valore dell’indicatore è passato da 0,8 a 0,7. Un limite ancora più stringente. Lotito era riuscito a sbloccare a gennaio perché la commissione aveva ratificato un dato leggermente inferiore rispetto allo 0,8 da raggiungere. La Lazio nel mercato invernale ha chiuso cessioni, al netto, per 56 milioni: 27 milioni per Guendouzi e 29 per Castellanos (incassi calcolati senza le percentuali di rivendita riconosciute a Marsiglia e New York City). Le plusvalenze sono state di 12 milioni per Guendo e 17 per Castellanos. Mandas è stato ceduto in prestito (2,5 milioni), l’obbligo scatta in caso di Champions del Bournemouth (più 17,5 milioni). Vecino è partito a titolo gratuito. Gli acquisti di Ratkov, Taylor, Przyborek e Motta hanno pesato per 13, 15, 4,5 e 1 milione. Totale 33,5 milioni. Maldini è arrivato in prestito con riscatto automatico fissato al raggiungimento dell’Europa League, peserebbe per 14 milioni. Il risparmio sugli ingaggi: Ratkov guadagna 1 milione, Taylor 1,4 milioni, Maldini 1,1, Motta 100 mila euro e Przyborek 500. Castellanos guadagnava 2,5 milioni, Guendouzi 2,3, Vecino 2 e Mandas 1,1.

Lazio, gli scenari futuri

Passare da poco meno di 0,8 a 0,7 non era semplice. Dopo la riapertura di gennaio non c’è più il pericolo di imbattere in un nuovo blocco totale di mercato. Il rischio, al massimo, non raggiungendo la soglia, ipotesi che appare remota, è di un mercato a saldo zero: cessioni per acquisti. In fin dei conti è la formula che Lotito ha utilizzato anche a gennaio pur potendo acquistare liberamente. Un aiuto ad acquistare viene dalle norme: dal numeratore saranno esclusi costo e ammortamenti dei calciatori under 23 azzurri. Si potranno acquistare senza vincoli. Il problema è che quelli di valore hanno acquisito prezzi più alti già a gennaio e chi ce li ha se li tiene a meno di offerte vantaggiose. Il verdetto della commissione indirizzerà le mosse estive.


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Lazio, i rebus da risolvere

Prima di tutto va risolto il rebus allenatore. Sarri è stato chiaro: «Il prossimo dovrà essere un anno uno, non un anno zero... La squadra va rinforzata per essere all’altezza della sua storia... La base per il futuro dipende da quanta qualità si può permettere». Il diesse Fabiani ha parlato di «una fase di ricostruzione totale... sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per il programma e per quello che si è imposta, cioè un nuovo ciclo, non tarderà a diventare una squadra che nel campionato di Serie A potrà competere per le prime cinque posizioni. Questo lo dobbiamo a noi, ai tifosi, all’ambiente. Chiedo soltanto un po’ di pazienza». Gli indici di ascolto e gradimento spettano ai tifosi.


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Conti a scadenza, un’altra volta. Domani sarà il 31 marzo ed è la data limite per riconsegnare alla commissione per la vigilanza sui bilanci il computo economico degli ultimi mesi. È tutto pronto, sta alla società decidere se inviare la Pec oggi o domani. Il verdetto si conoscerà a maggio. In ballo l’operatività di mercato. Lotito era riuscito a sbloccarlo per gennaio, fu aperto senza limiti dopo i divieti estivi. In estate i parametri erano tre, tutti sforati dalla Lazio. Da gennaio ne pesa solo uno, il costo del lavoro allargato. Rispetto all’ultimo controllo di novembre è cambiata la soglia da raggiungere: il valore dell’indicatore è passato da 0,8 a 0,7. Un limite ancora più stringente. Lotito era riuscito a sbloccare a gennaio perché la commissione aveva ratificato un dato leggermente inferiore rispetto allo 0,8 da raggiungere. La Lazio nel mercato invernale ha chiuso cessioni, al netto, per 56 milioni: 27 milioni per Guendouzi e 29 per Castellanos (incassi calcolati senza le percentuali di rivendita riconosciute a Marsiglia e New York City). Le plusvalenze sono state di 12 milioni per Guendo e 17 per Castellanos. Mandas è stato ceduto in prestito (2,5 milioni), l’obbligo scatta in caso di Champions del Bournemouth (più 17,5 milioni). Vecino è partito a titolo gratuito. Gli acquisti di Ratkov, Taylor, Przyborek e Motta hanno pesato per 13, 15, 4,5 e 1 milione. Totale 33,5 milioni. Maldini è arrivato in prestito con riscatto automatico fissato al raggiungimento dell’Europa League, peserebbe per 14 milioni. Il risparmio sugli ingaggi: Ratkov guadagna 1 milione, Taylor 1,4 milioni, Maldini 1,1, Motta 100 mila euro e Przyborek 500. Castellanos guadagnava 2,5 milioni, Guendouzi 2,3, Vecino 2 e Mandas 1,1.

Lazio, gli scenari futuri

Passare da poco meno di 0,8 a 0,7 non era semplice. Dopo la riapertura di gennaio non c’è più il pericolo di imbattere in un nuovo blocco totale di mercato. Il rischio, al massimo, non raggiungendo la soglia, ipotesi che appare remota, è di un mercato a saldo zero: cessioni per acquisti. In fin dei conti è la formula che Lotito ha utilizzato anche a gennaio pur potendo acquistare liberamente. Un aiuto ad acquistare viene dalle norme: dal numeratore saranno esclusi costo e ammortamenti dei calciatori under 23 azzurri. Si potranno acquistare senza vincoli. Il problema è che quelli di valore hanno acquisito prezzi più alti già a gennaio e chi ce li ha se li tiene a meno di offerte vantaggiose. Il verdetto della commissione indirizzerà le mosse estive.


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Lazio, i rebus da risolvere