Noslin tra i giocatori che dividono la Lazio e Sarri: cosa può succedere a giugno

Quattro gol entrando in corsa, chiede di nuovo un posto. Ha la media migliore tra le punte biancocelesti
Daniele Rindone
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Tra color che son sospesi tra Lotito e Sarri c’è Noslin. Mezzo giocatore o talento in attesa di collocazione? L’uno e l’altro. Detta male, la questione forse si è ormai ridotta ai gusti e gli umori di Mau. Ci sono giocatori tanto presenti quanto assenti nella Lazio, è così da quando è arrivato il Comandante. Ha rinunciato alla bellezza, non rinuncia al buongusto tecnico, alle qualità che più lo intrigano e agli identikit che più si adattano alle due fasi. Affinità e feeling non sono scattati con alcuni della rosa e Noslin è tra questi. Sarri a ottobre lo vedeva così: «È un giocatore difficile per un allenatore, è complicato collocarlo. Ha la gamba da esterno ma non lo è, potrebbe essere un trequartista ma non ha quella qualità, può essere un centravanti ma non lo è in realtà. In certe situazioni può darci una mano». Tutto e niente. Da centravanti prima era chiuso da Castellanos e Dia. Come ala da Zaccagni e Pedro. A dicembre, dopo la vittoria in 9 col Parma e il gol di Noslin, Mau ha rivisto la sua analisi: «E’ un giocatore che sto conoscendo completamente solo ora, sia per caratteristiche che per situazioni dove può fare bene. Questa era una delle sue partite, ci sta dando una grossa mano, è cresciuto tantissimo». Dopo Parma s’è giocato con la Cremonese e Noslin è ripartito dalla panchina. Ha provato a ribaltare le gerarchie spesso, non ci è riuscito.

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Il blocco

Noslin è salito a 4 gol stagionali, uno in Coppa a Bologna, 3 in campionato. Ha sempre segnato giocando part-time, entrando in corsa al Dall’Ara (in Coppa) e contro Lecce e Parma (tra andata e ritorno in A). In campionato i tre gol sono un record, lo divide con Baturina, Kristovic, Pulisic e Pio Esposito. Noslin è partito titolare quattro volte su 22 partite. Tre gol in campionato li ha segnati Zaccagni, quattro Isaksen. Nessuno ha medie da bomber veri, vale anche per Maldini e Dia. Daniel ha segnato solo un gol in campionato, lo stesso Dia. Il primo ha una media di 846’, il secondo di 981’. La media di Noslin è di 208’, in serie A ha giocato 623’. Il gol di sabato è un nuovo bonus da giocare. Zaccagni lavora per l’Atalanta, il piano è convocarlo a Napoli, fargli giocare una ventina di minuti e averlo pronto per Bergamo. Prima si giocherà lunedì a Firenze e Sarri sarà chiamato a scegliere: confermare Pedro, evanescente col Parma, o provare a lanciare Noslin. Che funzioni di più in corsa è un dato di fatto. Qualche occasione dal via l’ha avuta e non l’ha sfruttata, sia da centravanti che da ala. Da gennaio ha giocato tre volte da titolare perché era partito Taty o perché mancava Zaccagni.


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Il mercato

Noslin è finito al centro di uno degli ultimi botta e risposta diretti e indiretti tra Lotito e Sarri. La stoccata del presidente nel fuorionda della telefonata di marzo: «Noslin? Mi hanno offerto 20 milioni, mi hanno detto che non bisognava venderlo». La replica di Sarri: «Lotito dice che il mercato lo fa lui e sono io che blocco le cessioni? Non so nulla». Un’offerta c’era, del Monaco in prestito. La Lazio chiedeva il riscatto. Se ne riparlerà a giugno quando la società sarà obbligata a riscegliere tra giocatori e allenatore. Continuare a imporre la squadra a Sarri è un autogol, tra i più classici.

 


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Tra color che son sospesi tra Lotito e Sarri c’è Noslin. Mezzo giocatore o talento in attesa di collocazione? L’uno e l’altro. Detta male, la questione forse si è ormai ridotta ai gusti e gli umori di Mau. Ci sono giocatori tanto presenti quanto assenti nella Lazio, è così da quando è arrivato il Comandante. Ha rinunciato alla bellezza, non rinuncia al buongusto tecnico, alle qualità che più lo intrigano e agli identikit che più si adattano alle due fasi. Affinità e feeling non sono scattati con alcuni della rosa e Noslin è tra questi. Sarri a ottobre lo vedeva così: «È un giocatore difficile per un allenatore, è complicato collocarlo. Ha la gamba da esterno ma non lo è, potrebbe essere un trequartista ma non ha quella qualità, può essere un centravanti ma non lo è in realtà. In certe situazioni può darci una mano». Tutto e niente. Da centravanti prima era chiuso da Castellanos e Dia. Come ala da Zaccagni e Pedro. A dicembre, dopo la vittoria in 9 col Parma e il gol di Noslin, Mau ha rivisto la sua analisi: «E’ un giocatore che sto conoscendo completamente solo ora, sia per caratteristiche che per situazioni dove può fare bene. Questa era una delle sue partite, ci sta dando una grossa mano, è cresciuto tantissimo». Dopo Parma s’è giocato con la Cremonese e Noslin è ripartito dalla panchina. Ha provato a ribaltare le gerarchie spesso, non ci è riuscito.

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