Sarri, il girone di fuoco tra Serie A e Coppa Italia: la Lazio si gioca tutto in 10 giorni
Un tappone dolomitico: Firenze, Napoli e Bergamo. Tutto in salita, tutto in 10 giorni, da lunedì 13 a mercoledì 22. Sarri viene da una famiglia di ciclisti e il trittico Fiorentina-Napoli-Atalanta può immaginarlo come una scalata tra rocce e spuntoni. Due partite di campionato, la semifinale di Coppa, il miraggio nel deserto. Mau sperava di continuare con la striscia di vittorie, arrivata a tre. Il punticino col Parma ha rallentato la risalita e permesso al Bologna di riprendersi l’ottavo posto. In ballo c’era anche il bonus che Lotito aveva promesso alla squadra, sarebbe scattato alla quinta vittoria di fila. Ma la Lazio dopo la sosta s’è ripresentata intorpidita. Il passo del gambero è una costante di questa stagione. Restano sette partite di campionato e la semifinale. Il destino è segnato in Serie A, non in Coppa. La partita con l’Atalanta del 22 aprile sarà un crocevia di destini. Sarri si gioca la finale. Per Lotito un bivio per salvare faccia e onore, lo potrebbe portare a decidere: rivoluzione sì, rivoluzione no? La sensazione è che la finta normalità di queste settimane, dopo le bufere di un anno intero, lascerà posto alle valutazioni vere.
La media punti di Sarri
Sarri dopo il Parma s’è sfogato di nuovo: «Stagione molto difficile, non solo per le condizioni di partenza, ma anche per lo svolgimento. Stagione che definirei molto formativa. Era meglio se mi fosse capitata 15 anni fa perché mi avrebbe formato mentre adesso ne avrei fatto volentieri a meno. Il legame con il gruppo e con i giocatori è stato bello perché di fronte a tutte queste difficoltà siamo stati costretti a unirci». E’ la seconda stagione peggiore per Sarri in quanto a media punti (è di 1,42). La peggiore è la prima con l’Empoli in A (2014-15), la media era 1.11. Sarri si è immolato per la Lazio e i laziali. Niente serenate al bel gioco, solo difesa in cassaforte e colpi utili per frenare la discesa. Mau, moltiplicatore di pani e pesci, di soluzioni e punti, si avvia verso l’epilodo di questa stagione complicata. Riparte da Firenze, città che in estate gli ha dimostrato affetto quando in ballo c’era la scelta dell’allenatore, si parlava anche di lui: «Ringrazio il popolo viola. Sapere che hanno attaccato le mie foto per Firenze è una cosa bellissima e sarò sempre riconoscente», disse Mau. C’era stato un contatto, ritardato: «La telefonata della Fiorentina è arrivata quando l’accordo con la Lazio era già chiuso, il dirigente che mi ha chiamato lo sapeva», la battuta avvelenata. Lotito e Fabiani invece avevano accelerato la firma temendo di vedersi scippare Sarri, com’è cambiata la storia. Mau, se finisse la storia bis con la Lazio, a Firenze penserebbe.
