Zoff, l'elogio a Motta: "Una semplicità spettacolare"

Intervista esclusiva all'ex tecnico e portiere: "Ha fatto cose incredibili con grande semplicità"
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Marco Ercole
Marco Ercole

4 min

Pubblicato il 24.04.2026, 08:25

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Si è regalato una notte da favola, presto potrebbe regalarsi anche l'incontro che ha sempre sognato. Edoardo Motta, in un'intervista di un paio di mesi fa, non aveva avuto dubbi quando gli era stato domandato quale portiere del presente o del passato avrebbe voluto conoscere: «Direi Dino Zoff». Non Buffon, Neuer o Casillas, nomi a cui avrebbe pensato la maggior parte dei suoi coetanei. No, il portiere della Lazio ha scelto una leggenda d'altri tempi, che fino a qualche mese fa probabilmente non sapeva nemmeno dell'esistenza di questo ragazzo classe 2005 arrivato a gennaio in biancoceleste, ma che adesso, per forza di cose, ha ammirato in tutto il suo splendore: «Ho visto una grande Lazio - ha detto Zoff - ma soprattutto un grande portiere, perché ha fatto cose straordinarie, con una tranquillità olimpica, fuori dal comune per un ragazzo della sua età. Una serata memorabile».

Quanto è difficile parare quattro calci di rigore in una partita?

«Molto. E c'è da dire che quando un portiere neutralizza quattro penalty, il passaggio del turno è in larga parte merito suo».

Lo sa che il sogno di Motta è quello di incontrarla?

«Troveremo il modo di farlo, sarei contento anche io di fargli i complimenti personalmente».

Non trova particolare che un portiere classe 2005 dica che il suo sogno è incontrare Dino Zoff?

«Vuol dire che di calcio ne capisce (ride, ndr)».

La prestazione di Motta rappresenta un bel messaggio anche per la scuola di portieri italiana?

«Sì, abbiamo sempre avuto dei portieri importanti, almeno tre o quattro in grado di ambire alla maglia della Nazionale. Per lui però è ancora presto, deve continuare a lavorare per crescere».

Cosa l’ha colpita della prestazione contro l’Atalanta?

«La tranquillità, l’espressione della parata. Il fare cose importanti con una certa facilità. Questo è chiaramente sinonimo di qualità».

Tra l’altro, si è ritrovato titolare della Lazio in modo rocambolesco arrivando a gennaio dalla Serie B...

«Il portiere ha delle responsabilità in tutte le categorie, quindi direi che sotto questo aspetto ci si deve sempre far trovare pronti. Lui ha dimostrato la propria forza, ha fatto le cose semplici così bene che veramente sono state eclatanti. Pensate un po’, un portiere che si mette in mostra facendo cose semplici ed eclatanti (ride, ndr). È vero che c'è stata un'emergenza, ma Sarri è stato bravo e coraggioso a dargli fiducia, proponendo un giovane in porta che ha certamente tutte le qualità».

Può restare il portiere titolare della Lazio anche la prossima stagione?

«Credo di sì, ma non serviva che parasse quattro rigori per vederlo, le qualità ci sono. Certo, adesso la porta si è spalancata, ma dipende tutto da lui. Dovrà essere bravo a dimostrare che la straordinarietà della serata di Bergamo può trasformarsi in continuità».

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