Lazio senza penna, né taccuino
Derby senza tifosi ma con il Comandante sulla plancia di comando. I giocatori della Lazio tirano un sospiro di sollievo, hanno rischiato di andare in campo senza tifo e senza guida, sarebbe stata un’altra perla alla collana nera di una stagione ostile. Sarà difficile, però, evitare che la sconfitta di Coppa con relative polemiche pesi sulle loro spalle: fisicamente, perché quattro giorni di riposo sono pochi rispetto ai sette degli avversari; mentalmente, perché l’Inter altro non ha dovuto fare se non assistere al suicidio dei rivali. Immagino che Marusic e Tavares non abbiano preso facilmente sonno, che Dia abbia avuto l’incubo di un drago mostruoso davanti alla porta. Ancora una volta Sarri ha anteposto i sentimenti alla volontà. Andrà in panchina per amore dei suoi giocatori, così come per amore del popolo laziale aveva ingoiato le false promesse di Lotito.
Derby alle 12, Sarri avrebbe ascoltato solamente i suoi impulsi
Avesse ascoltato solamente i suoi impulsi, avrebbe disertato l’Olimpico, spingendo il presidente a fare la stessa cosa per la squadra. Gesti clamorosi contro “l’insensata decisione” di giocare alle 12,30 di domenica anziché il lunedì. Come anche il prefetto Lamberto Giannini aveva stabilito per non far coincidere il pubblico del derby con quello della finale di Sinner. Giusto. Che cosa poi da un giorno all’altro abbia fatto cambiare idea al massimo esponente della pubblica sicurezza (non mi si dica la mezz’ora di anticipo) nobody knows, nessun lo sa. L’andamento della trattativa - la Lega da una parte, prefetto e questore dall’altra - è rimasto top secret. Il pre-derby, dunque, l’ha vinto la Roma che si è spesa pubblicamente per giocare domenica. Pace.
Lazio, l'ultima vittoria nel derby il 19 marzo 2023: decise Zaccagni
Avremo un Sarri incazzatissimo e una Lazio provata per un derby che conta quasi nulla per la classifica ma potrebbe offrire una boccata d’orgoglio alla tifoseria. Tanto più che per trovare l’ultima vittoria occorre risalire a più di tre anni fa: 19 marzo 2023, 1-0, gol di Zaccagni. Due top in panchina, Sarri e Mourinho. Stesso risultato nella partita di ritorno, gol di Felipe Anderson. Una stagione da incorniciare. Da allora, buio pesto: due pareggi e tre sconfitte. L’ultima, anche se lontana nel tempo (21 settembre scorso), è una ferita ancora aperta: gol di Pellegrini dopo erroraccio di Tavares (ahi ahi Nuno!), palo di Cataldi al 95’, baraonda nel finale con Belahyane e Guendouzi espulsi.
Una Lazio basso profilo per la rivincita
Una Lazio basso profilo per la rivincita. Mancheranno due figure rilevanti, due senatori, Romagnoli e Zaccagni. E anche Motta, sostituito da Furlanetto che non gioca da due anni.
Provstgaard debuttanti in difesa, Taylor a centrocampo, Cancellieri (se gioca) davanti. Chissà se il derby farà tremare le gambe anche con lo stadio mezzo vuoto. Mancheranno i più esperti, uomini-guida. Sarri dovrà sgolarsi dalla panchina. Magari lasciando da parte, per un po’, penna e taccuino.
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