Thiago Motta, l'idea che affascina la Lazio. Ma ci sono altri tre nomi per la panchina
Roma - Sarri è di nuovo un fantasma, neppure un anno dopo il ritorno. Sabato saluterà tutti. Napoli o Atalanta, deve solo scegliere. Alla Lazio non ha ancora comunicato nulla. Dura, essere l’allenatore di Lotito. Sempre di più. L’aspetto sbalorditivo di questo nuovo cambio di panchina è quanto Formello sia diventato un centro tritallenatori. L’impaludamento della Lazio sta molto nei tre cambi seguiti alle dimissioni di Mau nel marzo 2024. Tudor, Baroni, Sarri e adesso chi? Lotito è di nuovo al punto di partenza, ha iniziato un altro casting, sta passando in rassegna gli allenatori che più lo attraggono. Il nome di ieri è Thiago Motta, sotto contratto con la Juve fino al 2027, da 5,5 milioni lordi a stagione. Ci sarebbe già stato un contatto. Nei mesi scorsi ha avuto contatti con Monaco, Bayer Leverkusen, Spartak Mosca e Real Sociedad. Ha declinato gli inviti. Cerca un’occasione diversa e la Lazio può esserlo con tutte le pene e gli impedimenti che si conoscono. Il suo Bologna il progetto più godibile dell’esperienza in panchina, un continuo fluttuare di uomini e idee. La Juve, ma di questi tempi accade con tutti, l’esperienza più dura.
Lista Lazio
Nella lista degli italiani ci sono anche Palladino e Pisacane. Il primo è in uscita dall’Atalanta, il suo destino si incrocerebbe con quello di Sarri se scegliesse la Dea e non il Napoli. E se Lotito puntasse su di lui. Monza e Fiorentina, poi l’occasione di Bergamo. Palladino, prima di firmare con Percassi, era in ballo per la Juve, per il dopo Tudor. Calcio fresco, ha rialzato l’Atalanta dopo il crollo con Juric. In pochi mesi le ha permesso di competere di nuovo. Notti incantevoli in Champions fin quando sul cammino non è arrivato il Bayern dei fenomeni. Da non dimenticare la semifinale di Coppa Italia persa ai rigori con la Lazio. Infine il settimo posto che garantisce la Conference. Poi c’è Pisacane, ha firmato l’impresa di Cagliari, una salvezza tranquilla valorizzando giovani. E’ l’allenatore che ha fatto giocare più 2005 (9). Ha dimostrato personalità, è uno studioso di calcio e tecniche di gestione. Lotito, da almeno sei anni, quando ha dovuto cambiare ha sempre fatto un pensierino a Gennaro Gattuso. Ma l’esperienza con l’Italia l’ha segnato. Era stato contattato dal Torino, non si è andati avanti, almeno per il momento. Potrebbe aspettare e valutare offerte dall’estero.
I laziali Conceiçao e Almeyda
Lotito non ha mai aperto a candidature laziali. Ci sono stati pochi abboccamenti in passato, ha sempre preferito evitare. Le candidature di ex campioni dello scudetto portano a Sergio Conceiçao e Matias Almeyda. Sergio allena l’Al-Ittihad, tornerebbe in Italia e riabbraccerebbe la Lazio. Almeyda idem, è stato esonerato dal Siviglia, colpa di una situazione economica e ambientale difficile. Si era distinto da trascinatore, è nel suo spirito indomito. Ha ricevuto un’offerta del Rayados Monterrey, club messicano. Entrambi potrebbero valere come forte richiamo per i tifosi, per provare a ripopolare l’Olimpico. Una suggestione che ritorna è Miro Klose, tecnico del Norimberga, serie B tedesca. Gira il nome di Runjaic dell’Udinese. Ne spunteranno altri da qui a chissà quando. I passaggi non cambiano: prima Sarri deve scegliere dove allenare, poi dovrà comunicarlo alla Lazio. Lotito aspetta che si sfili da solo, poi stringerà per il sostituto. Un terribile ritorno a due anni fa
