Come sarà la Lazio di Gattuso: Rino chiede 3 o 4 acquisti. Romagnoli in bilico, rebus Tavares e Isaksen
Roma - Nulla cambia perché tutto possa cambiare. L’eterna lezione del Gattopardo ritorna ciclica nella presidenza Lotito. Cambia tutto per non cambiare niente, è successo negli ultimi due anni, è il rischio che si correrà anche stavolta. Il fattore Gattuso, per Lotito una botta di impeto per la squadra, può avere un peso limitato se la Lazio non sarà rinforzata. Sarri ha elogiato i giocatori per le doti morali espresse, ma chiedeva più qualità. Manca, è palese. Rino arriva dopo due settimi posti e un nono posto, è il quarto allenatore dalle dimissioni di Sarri dal marzo 2024. Lotito, ogni volta, sfrutta il cambio di panchina come foglia di fico per mascherare le lacune della rosa e fare meno mercato. Anche Gattuso valuterà la rosa della Lazio così come hanno fatto Tudor, Baroni e Sarri. Questi sono i primi patti col club, di numero di acquisti si inizierà a parlare nei prossimi giorni. Tutti e tre i predecessori di Rino, con poche differenze tra i giocatori, hanno riscontrato limiti e hanno ottenuto pochi slanci dalla Lazio. Di Gattuso si è sempre apprezzata la schiettezza. Prima di dire sì a Lotito via call aveva delle remore. Ha parlato con il diesse Fabiani dal vivo, lo ha raggiunto nella casa di Forte dei Marmi. Si è deciso ad accettare. Si spera che le garanzie siano state davvero convincenti, soprattutto diverse da quelle irrealizzate negli ultimi due anni.
Gli esami in casa Lazio
Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia, altra regola che vale per la Lazio di Lotito. Visitare la squadra ogni anno è come accostarsi a un malato che denuncia sempre gli stessi sintomi: mancanza di qualità, poche alternative di pari valore ai titolari, mal di gol. Limiti con cui dovrà scontrarsi anche Gattuso. Sarri, per ultimo, aveva accettato la sfida. Non si è mai convinto di Tavares, Dele-Bashiru, Isaksen e Noslin per fare qualche nome. Per non parlare di Ratkov e Przyborek. Passano nelle mani di Gattuso. Lotito prima del ritiro di luglio avrà conosciuto l’esito dei controlli della commissione sui bilanci, dovrà attestare il mercato a saldo zero o libero. Si saprà dopo il 30 giugno, non a fine maggio. Ci sarà più tempo per integrare documenti. Il rischio è il saldo zero, cessioni per acquisti.
In bilico
Rino sa cosa lo aspetta. Provedel, Gila e Romagnoli sono in scadenza nel 2027. Lotito vorrebbe tenere Gila un anno, è disposto a perderlo zero. Lo spagnolo ha già dato segnali di addio. Si rischia il braccio di ferro. Alessio ieri ha incontrato il manager Raiola, sono attesi da una decisione dopo il caso di gennaio. L’Al-Sadd aveva fatto una promessa, si sarebbe riparlato del suo acquisto a giugno. Rino lo ha allenato al Milan anni fa. In lista di sbarco possono esserci Tavares, considerando l’arrivo a zero di Pedraza, Isaksen, Dia (va prima riscatto per 11 milioni) e Noslin. Lotito e Fabiani non si arrendono su Dele-Bashiru, chiedono anche a Gattuso di valorizzarlo, missione in sospeso da due anni. Rino ha già parlato con Zaccagni, punta a rilanciarlo. Zaccagni ha aperto alla permanenza. Di acquisti, sulla base di questa rosa, ne occorrono almeno 3-4. Un centrale in più, una mezzala o un trequartista per il 4-2-3-1 di Gattuso (può essere il modulo base), un vice Zaccagni e un bomber vero al di là del rilancio di Ratkov chiesto dal club. Più qualità in squadra, più ordine a Formello. Per consentire a Gattuso di lavorare al meglio va risolta la querelle tra i medici, ha portato ad un esposto dei responsabili Rodia e Pulcini contro il medico sociale Leo. Si lavora per ripartire e spegnere il vulcano di Formello.
