Pioli ritrova la Lazio e allontana la crisi

Sventanto anche il ritiro punitivo a Norcia organizzato da Lotito in modo preventivo. Erano già stati convocati a Formello per domani sera e martedì mattina sarebbero partiti per l’Umbria, dove diverse volte in passato la squadra biancoceleste era andata a ritrovare compattezza e motivazioni
Pioli ritrova la Lazio e allontana la crisi© Ansa
3 min
Fabrizio Patania
ROMA - Vicino a casa sua e nello stadio che lo aveva visto nascere calciatore trent’anni fa, Pioli ha ritrovato la Lazio e allontanato la crisi, sventando anche il ritiro punitivo a Norcia organizzato da Lotito in modo preventivo. Erano già stati convocati a Formello per domani sera e martedì mattina sarebbero partiti per l’Umbria, dove diverse volte in passato la Lazio era andata a ritrovare compattezza e motivazioni. Lo stimolo dev’essere stato così forte da svegliare i giocatori biancocelesti: sono tornati a vincere dopo più di un mese (ultima vittoria con il Cagliari all’inizio di novembre) e per la prima volta lo hanno fatto in rimonta. Sinora, quando era passata in svantaggio, la Lazio aveva sempre perso. Al Tardini, invece, ha centrato la settima vittoria del suo campionato, la terza in trasferta. E’ mancato il gioco, ma almeno è venuto fuori il carattere e quella determinazione richiesta con furore da Lotito, così arrabbiato da scegliere l’Arechi e la Salernitana in compagnia del figlio Enrico al posto della Lazio. La squadra biancoceleste si è rialzata e ha tenuto il passo del Genoa, rosicchiando due punti al Napoli. Donadoni, invece, ha infilato la dodicesima sconfitta in quattordici giornate. Non sembra in pericolo, ma il Parma si avvia al cambio di gestione e il suo destino verrà deciso dalla cordata russo-cipriota che subentrerà giovedì a Ghirardi.

IL PROTAGONISTA - Stella brasiliana. Nel giorno in cui mancava Candreva, la Lazio ha vinto la partita con il gol decisivo e gli spunti di Felipe Anderson, finalmente protagonista. Primo tempo bruttino. Il gol regolare anato a Gobbi dopo la segnalazione del fuorigioco inesistente di Cassano, la traversa colpita da Costa, il gol del vantaggio firmato di testa da Palladino. Biglia aveva colpito la traversa su punizione in avvio e Braafheid si era infortunato al ginocchio. Sembrava un’altra domenica nera. E invece tutto è cambiato a un sospiro dall’intervallo con il pareggio di Stefano Mauri. Il Parma ha protestato perché il gol è arrivato 13 secondi dopo i due minuti concessi da Guida, ma durante il recupero è facoltà dell’arbitro calcolare il tempo effettivo. Nella ripresa la Lazio ha superato paure e imbarazzi, è cresciuta moltissima, aggiungendo al consueto possesso palla una superiore incisività sulla fascia sinistra. Il gol decisivo è nato da un recupero formidabile di Djordjevic, abilissimo a rubare palla a Gobbi e poi a servire Felipe Anderson. Nel finale sono entrati Keita e Klose, apprezzato per lo spirito di sacrificio e l’umiltà con cui si è riproposto dopo l’intervista alla Bild che aveva scatenato le polemiche. Ora, però, il tedesco si dovrà rendere conto di quanto è dura rubare il posto a Djordjevic. La Lazio è tornata a casa con un mezzo sorriso, turbata dagli incidenti a Braafheid e Biglia. L’olandese ha riportato una lesione al collaterale del ginocchio sinistro e rischia uno stop di uno o due mesi. Per l’argentino si sospetta uno stiramento. Sarebbe il tredicesimo della stagione in poco più di tre mesi e senza impegni europei. Derby a rischio per il playmaker della Lazio. L’allarme a Formello è suonato da un pezzo. Pioli ponga rimedio. La sua squadra ha vinto tra tante sofferenze e correndo pochissimo. La condizione atletica del gruppo fa spavento.

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