Gattuso attacca: «Al Milan troppi al comando»
L'ex centrocampista rossonero: «Quando c'ero io comandava Berlusconi e poi c'era Galliani. Oggi troppe teste decidono»
MILANO - Rino Gattuso non ha dubbi e con la sincerità e la schiettezza che lo hanno sempre contraddistinto, individua nell'attuale assetto societario una delle principali cause delle difficoltà del Milan. «Quando giocavo io - spiega lo storico centrocampista rossonero a margine della conferenza stampa di presentazione dell'evento FShow - al Milan comandava Berlusconi, poi c'era Galliani come amministratore delegato e su di lui pesavano tutte le responsabilità. Sbagliava una sola persona. Adesso non è così. Ma è meglio avere una sola testa al comando, che più di una». La copresenza di Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, secondo l'ex rossonero, ha portato ulteriore confusione nel club. Le incertezze della squadra sono state alimentate da quelle societarie ed è mancato un punto di riferimento soprattutto nei momenti più difficili. «La famiglia Berlusconi per 28 anni ha costruito un Milan competitivo, investendo moltissimo. Un periodo negativo può capitare, è successo anche alla Juve», analizza l'ex centrocampista.
Il calo complessivo di rendimento e le difficoltà economiche, hanno però convinto il presidente Berlusconi ad aprire all'ingresso di nuovi soci stranieri. «Tutte le cose hanno un inizio e una fine. L'Importante è che il Milan vada nelle mani di persone per bene - l'auspicio di Gattuso - che abbiano voglia di far tornare il club ai massimi livelli». Una speranza che è anche obiettivo dello stesso presidente rossonero. Per questo motivo Berlusconi ha preso tempo e deciso di valutare con calma l'offerta di Bee Taechaubol. La trattativa di cessione di una quota del club è di fatti ancora tutta da definire. Sono giorni d'attesa e di riflessione da entrambe le parti. Il broker thailandese dovrà ridefinire l'offerta a fronte dell'acquisizione di una quota di minoranza e il patron rossonero effettuerà ulteriori verifiche per avere maggiori garanzie sul futuro. Senza escludere, poi, che la cordata cinese rappresentata da Richard Lee sbaragli la concorrenza con un'offerta irrinunciabile. Gli impegni politici di Berlusconi, con le imminenti elezioni regionali, però, escludono colpi di scena nell'immediato. E in questo momento societario così incerto e delicato, la squadra sotto la guida di Pippo Inzaghi - confermato fino a fine mese - continua a lavorare puntando a chiudere la stagione con dignità. Il brutto ko di Napoli ha demoralizzato ulteriormente l'ambiente e i tifosi, tanto che la Curva Sud potrebbe contestare i giocatori anche nella partita casalinga con la Roma di sabato sera. «Pippo è stato un grandissimo compagno - afferma Gattuso - e un grandissimo giocatore. Oggi fare l'allenatore è diverso e ci stanno momenti di difficoltà. Io al suo posto? Ho ancora molto da imparare, devo finire il mio percorso. Tornare al Milan e allenarlo, però, è una priorità». Insomma anche Ringhio si candida a sedersi sulla panchina rossonera, dopo essersi fatto un po' esperienza. Inzaghi insegna.
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di MilanIl calo complessivo di rendimento e le difficoltà economiche, hanno però convinto il presidente Berlusconi ad aprire all'ingresso di nuovi soci stranieri. «Tutte le cose hanno un inizio e una fine. L'Importante è che il Milan vada nelle mani di persone per bene - l'auspicio di Gattuso - che abbiano voglia di far tornare il club ai massimi livelli». Una speranza che è anche obiettivo dello stesso presidente rossonero. Per questo motivo Berlusconi ha preso tempo e deciso di valutare con calma l'offerta di Bee Taechaubol. La trattativa di cessione di una quota del club è di fatti ancora tutta da definire. Sono giorni d'attesa e di riflessione da entrambe le parti. Il broker thailandese dovrà ridefinire l'offerta a fronte dell'acquisizione di una quota di minoranza e il patron rossonero effettuerà ulteriori verifiche per avere maggiori garanzie sul futuro. Senza escludere, poi, che la cordata cinese rappresentata da Richard Lee sbaragli la concorrenza con un'offerta irrinunciabile. Gli impegni politici di Berlusconi, con le imminenti elezioni regionali, però, escludono colpi di scena nell'immediato. E in questo momento societario così incerto e delicato, la squadra sotto la guida di Pippo Inzaghi - confermato fino a fine mese - continua a lavorare puntando a chiudere la stagione con dignità. Il brutto ko di Napoli ha demoralizzato ulteriormente l'ambiente e i tifosi, tanto che la Curva Sud potrebbe contestare i giocatori anche nella partita casalinga con la Roma di sabato sera. «Pippo è stato un grandissimo compagno - afferma Gattuso - e un grandissimo giocatore. Oggi fare l'allenatore è diverso e ci stanno momenti di difficoltà. Io al suo posto? Ho ancora molto da imparare, devo finire il mio percorso. Tornare al Milan e allenarlo, però, è una priorità». Insomma anche Ringhio si candida a sedersi sulla panchina rossonera, dopo essersi fatto un po' esperienza. Inzaghi insegna.