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Berlusconi, richiamare Mihajlovic e vendere il Milan prima che lo sfascio sia totale

Berlusconi, richiamare Mihajlovic e vendere il Milan prima che lo sfascio sia totale
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Il clamoroso pareggio interno con il Frosinone aggrava la crisi dei rossoneri. E meno male che era tutta colpa di dell'allenatore serbo

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di Xavier Jacobelli

domenica 1 maggio 2016 18:09

“... Diciamolo chiaro, al di là dei risultati, non abbiamo mai visto il Milan giocare così male. A questo scopo non ora ma a fine stagione, valutando i risultati concreti di questa scelta, potremo assumere le decisioni migliori nell’interesse del nostro Milan”.
Silvio Berlusconi, Facebook, 13 aprile 2016

Dopo l’invereconda prova del Milan con il Frosinone, a Silvio Berlusconi restano due sole cose da fare, se ha tanto a cuore i destini della squadra e della società: richiamare Mihajlovic e vendere il club. E sono due cose da fare subito, tant’è vero che la seconda, con il preliminare d’accordo da sottoscrivere con i cinesi, è prevista per domani a Roma. Quanto alla prima, ogni accelerazione sarebbe la benvenuta. Verona, Carpi, Frosinone: 3 partite contro le ultime squadre della classifica (la prima delle tre già retrocessa): 2 punti, 1 sconfitta e 2 pareggi, l’odierno con il Frosinone scandito da 3 gol presi a San Siro, ribollente di fischi e di rabbia. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Se non dire a Berlusconi che non era vero ciò che disse il 13 aprile a proposito di Mihajlovic. Il peggio doveva ancora venire e il Sassuolo non aveva ancora sorpassato i rossoneri che, oggi come oggi, sono fuori dall'Europa. E adesso di chi è la colpa: di Brocchi?

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