Milan, mister Pioli contro tutti i pronostici

Leggi il commento sul futuro del tecnico rossonero, il cui contratto scade nel 2025
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Franco Ordine

In principio fu Thiago Motta, il tecnico del Bologna rivelazione già protagonista di un rifiuto notificato, con motivazione ineccepibile (“voglio andare a Parigi”), al presidente del Napoli ADL. La “voce” nacque e si propagò anche in coincidenza della presenza di Moncada, il capo scout milanista, allo stadio bolognese dove, probabilmente, l’interesse più autentico era destinato non soltanto alla stella Zirkzee ma alla maturazione di Calafiori, difensore utilizzato dal suo tecnico in un doppio ruolo contemporaneo, un po’ difensore centrale e un po’ centrocampista. Più di recente il secondo autorevole candidato alla panchina rossonera è diventato Antonio Conte sulla scia di indiscrezioni nate in quel di Torino e poi rilanciate anche da ambienti milanesi e milanisti. Nelle ultime ore poi, dalla Spagna, è spuntata una terza pista, questa volta riferita a Julen Lopetegui, spagnolo di 57 anni, ultimo domicilio calcistico Wolverhampton. Di solito tre indizi fanno una prova secondo classico riferimento letterario. Nel caso del Milan concorrerebbero a certificare la volontà del club di procedere a cambiare guida tecnica per il prossimo torneo. Dopo 5 anni - con un bilancio estremamente positivo - la decisione di cambiare staff tecnico non è così rivoluzionaria. Stefano Pioli, nel frattempo, è stato accostato al Napoli della prossima estate grazie al suo ruolino di marcia rossonero (qualificazione europea, secondo posto, scudetto, semifinale di Champions in sequenza) e alla concezione aziendale del ruolo.

Milan, il futuro di Pioli e il 'precedente' Rangnick

Lo scenario appena descritto però documenta una realtà inoppugnabile: e cioè che nessuna scelta è stata già fatta, nessun impegno scritto consegnato all’interessato. E nella fattispecie ricorda molto da vicino quel che accadde ai tempi in cui il cognome inedito del tedesco Rangnick cominciò a circolare a Milanello e negli uffici di casa Milan provocando l’ira funesta di Boban prima e di Maldini poi. Anche allora le voci di un accordo già fatto e sottoscritto furono smentite pubblicamente dalla successiva riapertura alla conferma dello stesso Pioli che - credendo alle parole dell’ad Gazidis - non pronunciò una sola parola fuori posto sull’intera vicenda. Questo quadro significa ancora che Pioli - legato da un contratto in scadenza nel giugno 2025 - ha ancora possibilità concrete di rovesciare tutti gli attuali pronostici e magari di spuntare un altro colpo di coda. Che in casa del diavolo non dovrebbe costituire una clamorosa sorpresa. A condizione, naturalmente, che la stagione venga conclusa con il posto Champions in tasca e magari un inatteso successo in Europa league. Dev’essere per tutti questi motivi che proprio l’interessato, Pioli cioè, invece di reagire “piccato” alle indiscrezioni giornalistiche, si è solo confessato “annoiato”.


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