Il Milan senza Pulisic e Rabiot diventa banale
Due indizi non fa una prova, ma tre sì: non è certamente un caso che il Milan abbia offerto le prestazioni meno positive del campionato contro Fiorentina, Pisa e Atalanta. Non sono arrivate sconfitte, è vero, con una vittoria (2-1 contro i viola) e due pareggi (2-2 a San Siro contro i toscani, 1-1 a Bergamo), ma è altrettanto evidente quanto Leao e compagni stiano facendo più fatica in questa fase della stagione piuttosto che all'inizio del campionato. E la motivazione è da ritrovarsi, oltre che nei meriti di avversari di alta qualità come l'Atalanta o mai domi come il Pisa, anche nella misura di una rosa che prevede solo 19 giocatori di movimento più i tre portieri che, se intaccata dagli infortuni, soprattutto nei calciatori più importanti come Pulisic e Rabiot, mostra inevitabilmente una regressione nel suo valore e nel suo potenziale sul campo.
La scelta
Una premessa: la scelta di una rosa abbastanza corta è stata condivisa in estate tra dirigenza e allenatore; senza gli impegni europei, infatti, Massimiliano Allegri ha ritenuto opportuno lavorare con un gruppo più ristretto di giocatori, in modo da gestire in maniera più semplice un gruppo senza che si creassero malumori e musi lunghi per i vari minutaggi con un numero di partite limitato a disposizione. Il problema, però, si crea con gli infortuni, casistica certamente preventivabile ma mai realmente prevedibile nel suo volume. Ed è così che, dopo la sosta nazionali di ottobre, il tecnico livornese si è ritrovato con una roster ridotto a causa delle assenze in contemporanea di Pulisic, Estupiñan e Rabiot, del lungodegente Jashari e degli acciacchi di Loftus-Cheek e di Nkunku.
Le assenze
In particolare, senza l'americano e l'ex Juventus, il Milan ha perso gran parte del suo potenzial e: a centrocampo, il francese distribuiva presenza, leadership tecnica e caratteriale, doti difensive e offensive ampiamente oltre la media, e in attacco il numero 11 garantiva un rendimento elevatissimo tra reti, assist e associazione con i compagni. Senza di loro, il Milan è diventata una squadra ordinaria, meno esplosiva, decisamente meno pericolosa, aggrappata agli strappi di Rafael Leao, il quale non ha certo nella continuità di rendimento la sua dote migliore. E, con uno sguardo più generale, ha perso brillantezza a gara in corso: nelle ultime tre sfide, Allegri ha effettuato solo otto cambi sui quindici disponibili: tre contro la Fiorentina (di cui due nel recupero), due contro il Pisa e tre contro l'Atalanta (di cui uno nel recupero). Difficile trovare il guizzo senza forze fresche.
Le ultime notizie
Un paio di buone notizie da Milanello sono arrivate: oggi Estupiñan e Jashari svolgeranno l'allenamento con il gruppo squadra e saranno convocabili per il match contro la Roma, anche se per lo svizzero bisognerà attendere il post sosta per rivederlo nelle rotazioni. Per Pulisic c'è una minima speranza di convocazione per domenica, più probabilmente per Parma, per la quale può sperare anche Rabiot. Nessun problema per Tomori, Gimenez e Leao. Per le prossime due sfide, dunque, Allegri dovrà sperare che non si aggiungano altri indizi alla prova. Stringendo i denti per un'altra decina di giorni, come lo stesso tecnico ha ri cordato dopo Atalanta-Milan.
