Allegri prima del Torino: "Pulisic ha la febbre, Fofana verso il recupero. Scudetto? Inter e Napoli sono..."
MILANO - Il Milan non perde di vista l’obiettivo. L’ultimo successo in campionato ottenuto contro la Lazio ha acceso ulteriormente le ambizioni del tecnico rossonero Massimiliano Allegri che - alla vigilia della sfida contro il Torino - ha ribadito il traguardo stagionale, ovvero la qualificazione in Champions League. "Bisogna essere pronti a fare una partita solida. Domani affronteremo una squadra contro cui abbiamo dei numeri da invertire. Il Milan, negli ultimi 12 anni ha fatto 6 pareggi, 5 scinfitte e 1 vittoria col Toro. Negli ultimi tre anni ci ha sempre perso. Affrontiamo una squadra molto fisica, vengono da una serie di risultati negativi e giocare in casa loro in questo momento sarà molto difficile. Da ora fino a gennaio sarà il momento in cui si delinea la classifica del campionato. Gli infortunati? Speriamo di riavere Gimenez il più presto possibile perché è un giocatore importante e numericamente abbiamo bisogno di un attaccante in più. Pulisic nella notte ha avuto un attacco di febbre. Vedremo se sarà a disposizione o meno. Athekame sta completando il recupero. Fofana? Speriamo di averlo in campo contro il Sassuolo. Affrontiamo una settimana molto importante: fra Torino e Sassuolo sono due partite da giocare con umiltà e la testa giusta prima di andare a disputare la Supercoppa. Fofana è un giocatore di intensità. Per le sue potenzialità deve avere l'ambizione di fare di più, di segnare qualche gol in più, di essere più presente in fase difensiva".
Allegri: "Milan, in Champions in ogni modo"
Allegri fiuta il pericolo, sa che la formazione di Baroni andrà a caccia di riscatto dopo le due ultime sconfitte consecutive incassate contro Como e Lecce. "Il Torino è una squadra molto fisica - ammette l’allenatore del Milan - giocare in casa loro in questo momento è molto difficile, vengono da una serie di risultati negativi. Bisogna fare una partita molto concreta. Siamo arrivati in un momento della stagione in cui, da oggi a fine gennaio, sarà un periodo in cui la classifica verrà delineata. Scudetto? Non lo so, dipende dai filotti di vittorie che si riesce a fare. Inter e Napoli sono le squadre più attrezzate per vincere il campionato: in testa ci sono tante squadre in poche punti così come ci sono tante squadre in pochi punti in coda. È un’anomalia. Noi dovremo avere la forza di rimanere lì attaccati alla vetta. Dobbiamo lavorare ogni giorno per migliorare perché il Milan deve - con le buone o con le cattive - rientrare in Champions".
"Come ho reagito la squadra alla sconfitta di Coppa Italia? E cosa penso delle parole di Fabregas che, dopo il 4-0 con l'Inter ha detto "preferisco perdere che stare tutti dietro la palla a difendere"? Fabregas sta facendo un lavoro importante a Como, non sta a me giudicare le sue parole. Contro la Lazio non abbiamo avuto la cattiveria giusta per portare a casa il risultato. Conseriamola come un'opportunità di miglioramento. Mancano i gol dei centrocampisti e in particolare di Rabiot? Eravamo partiti bene a Lecce col gol di Loftus-Cheek su palla inattiva, poi ci siamo fermati. Ma vedrete che arriveranno, perché abbiamo giocatori che hanno quelle caratteristiche. Invece dobbiamo migliorare sulle palle inattive, lì facciamo pochi gol. Con la Lazio abbiamo rischiato in campionato e preso gol in coppa. Giovedì una nota positiva c'è stata: secondo me il Milan ha giocato difensivamente una delle sue migliori partite. Ma non basta. Bisogna continuare a migliorare le due fasi. Rabiot? Sta crescendo di condizione, anche i suoi gol arriveranno. Così come quelli di Loftus-Cheek. Ci aspettiamo molto da lui, deve essere più convinto delle sue qualità".
Soddisfatto ma bisogna andare in Champions
"Sono soddisfatto del mio Milan, in pieno non sono assolutamente soddisfatto, ma perché quando si è al Milan si ragiona così: non dobbiamo mai essere soddisfatti, dobbiamo sempre lavorare sulle cose sbagliate per migliorare. Ogni giorno dobbiamo avere la convinzione di poter migliorare. Bisogna fare il massimo per ottenere quello che sembra impossibile. Come ho detto tante volte, non esiste il mantenimento: c'è miglioramento o peggioramento. Quando andiamo in campo le partite passano dai piedi e dalla testa. Il volere le cose diventa fondamentale. E noi vogliamo andare in Champions, con le buone o con le cattive.... Chi può giocare al posto di Fofana? Innanzitutto sono contento per la prova di Jashari: era la prima volta, credo, quel ruolo lì. In carriera ha sempre giocato in un centrocampo a due o da mezz'ala. Ha grandi margini di miglioramento. Ricci è un giocatore intelligente e affidabile, soprattutto a livello mentale, sia che giochi titolare sia che subentri. Loftus-Cheek deve convincersi ancora di più delle qualità che ha. Nkunku? E' un giocatore che ha qualità tecniche straordinarie, ma rispetto agli altri è arrivato dopo. Contro la Lazio a San Siro ha fatto bene. Anche lui una buona partita. Anche lui si deve convincere delle sue qualità e deve essere determinante. Ma sono contento di Nkunku e convinto che possa fare bene. Magari fa gol domani...
Santiago Gimenez sta lavorando bene, la caviglia è ok. Speriamo di riaggregarlo con la squadra in settimana. Abbiamo bisogno di lui. È un giocatore affidabile, che lavora molto per la squadra. E' uno che al Feyenoord ha fatto tanti gol, non è che si disimpara a farli... Ha avuto tante occasioni qui e tre gol annullati per un centimetro... Gimenez lo aspettiamo. Il mio bilancio personale contro il Torino (16 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta in 23 precedenti)? I numeri positivi risalgono a quando allenavo la Juve, ma per me non è assolutamente un derby. È una partita difficile, per tutti. Una partita importantissima. Una volta che avremo chiaro quello sarà più facile.
Higuain l'unica punta di Allegri
"Quale è la punta ideale per Massimiliano Allegri? Di centravanti veri tra Juventus, Milan e Cagliari ne ho avuto solo uno: Higuain. Mandzukic svariava, faceva anche l'ala sinistra con me. Ibrahimovic era molto più bravo a mandare in porta gli altri, il centravanti l'ha fatto da vecchio... E poi Robinho, Cassano, Pato... È sempre una questione di caratteristiche dei giocatori a disposizione. Io devo metterli nelle migliori condizioni per esprimersi. L'importante alla fine è fare gol e in questo momento 2 dei 4 attaccanti che abbiamo hanno fatto 10 gol.
Tante polemiche per il finale della gara di campionato contro la Lazio e poi in coppa il gol loro è arrivato da un angolo inesistente? Ho sorriso perché sabato in occasione del rigore finale alla fine è stato tolto alla Lazio un angolo che c'era e giovedì siamo stati eliminati per colpa di un angolo che non c'era. Se a gennaio arriverà un attaccante? Del mercato ora non c'è bisogno di parlare. Manca ancora un mese e davanti c'è una settimana importante con queste due partite. Noi vogliamo fare 74-76 punti per andare in Champions. Non so quanti ce ne vorranno per vincere il campionato. L'ambizione deve essere sempre massima quando sei al Milan, ma il nostro obiettivo deve essere chiaro. Il Milan l'anno prossimo deve giocare la Champions. Anche se non sarà facile raggiungerla perché ci sono squadre agguerrite e attrezzate. Sicuramente possiamo cambiare in base alle caratteristiche dei giocatori. Quando troviamo gare come l'ultima con la Lazio, devi essere bravo a segnare le occasioni che ti capitano. Dobbiamo migliorare la percentuale realizzativa".