Berlusconi e il Milan, il retroscena di Confalonieri sull’acquisto: “Firmammo nello studio di un interista”© ANSA

Berlusconi e il Milan, il retroscena di Confalonieri sull’acquisto: “Firmammo nello studio di un interista”

L'intervista all'uomo di fiducia e primo collaboratore dell'ex presidente del Milan: "Tutti i trionfi? Direi insperati, ma possibili solo con Silvio"
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Dottor Confalonieri, ci racconta come e quando nacque la decisione di entrare nel calcio acquistando il Milan?

«Con Silvio e il gruppo dei manager di Fininvest eravamo di ritorno da Saint Moritz dopo le vacanze di Natale. Avevamo incrociato in quei giorni l’Avvocato Agnelli scortato da Luca di Montezemolo. Loro due erano vestiti di tutto punto con le tute da alta montagna, noi invece, come disse qualcuno, sembravamo Totò e Peppino sbarcati alla stazione di Milano. Bene: durante il volo, a un certo punto, Silvio ci chiamò e annunciò “ho deciso di prendere il Milan, prepariamoci”».

Furono tutti d’accordo?

«L’unico che espresse qualche perplessità fu proprio Adriano Galliani ma per un motivo molto semplice. Aveva sulle spalle l’esperienza personale di comproprietario del Monza e sapeva benissimo, fin da allora, che quello sarebbe stato un affare a perdere».

E come fu superato quel parere negativo?

«Con una semplice ed efficace osservazione. Disse Silvio: non è un affare come tutti gli altri, questo è un affare di cuore perché lui e tutti noi avevamo, da ragazzi, la fede rossonera che scorreva nelle vene».

Che ricordi ha di quel famoso giorno, il 20 febbraio del 1986?

«Fu una giornata molto impegnativa. Pensi: cominciammo di primo mattino andando negli uffici del commercialista dell’epoca, il dottor Locatelli, che tra l’altro era interista, per firmare i documenti del passaggio delle azioni dal Milan di Farina a Fininvest. Subito dopo volammo tutti a Parigi perché nella stessa serata ci sarebbe stata la presentazione ufficiale della nuova tv francese, La Cinq con la partecipazione tra l’altro di Michel Platini».

Potevate immaginare quello che sarebbe poi diventato col tempo il Milan?

«All’inizio, parlo dei primi mesi dopo l’ingresso nel club, tutti noi abbiamo cominciato a sognare il raggiungimento di grandi traguardi ma nessuno si sarebbe spinto a immaginare la cavalcata trionfale durata 30 lunghissimi anni passando da un allenatore vincente, Sacchi, a un altro, altrettanto vincente come Fabio Capello, ottenendo con Carlo Ancelotti che è stato prima calciatore e poi allenatore per otto lunghi anni, gli stessi trionfi dei suoi predecessori. La spiegazione è molto semplice: solo con Silvio Berlusconi questo è potuto accadere. E non lo dico per banale riconoscenza. Lo affermo perché è avvenuto così in tutti i campi nei quali si è cimentato».

Di sicuro, l’ingresso del gruppo procurò nel mondo Milan anche un entusiasmo sfrenato nella tifoseria…

«Le cito due dati che possono spiegare bene il fenomeno. All’epoca il Milan era editore di una rivista dal titolo “Forza Milan” che, affidata alla redazione di Tv Sorrisi e Canzoni guidato da Gigi Vesigna, riusciva a vendere in edicola quasi centomila copie. A Barcellona, in occasione della finale di coppa dei Campioni contro la Steaua, a causa del numero imponente di tifosi arrivati in Spagna, con gli alberghi pieni, Pubblitalia, la concessionaria della pubblicità del gruppo, fu costretta ad affittare due navi per ospitare a bordo i propri clienti».


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