Un rinforzo per Allegri: Gimenez carico per lo sprint finale. E sul futuro al Milan ha le idee chiare
Sulla lista delle cose da fare di Santiago Gimenez sono scritti a lettere cubitali due obiettivi per l'estate in arrivo: partecipazione al Mondiale casalingo e permanenza al Milan. Non in ordine cronologico e non in ordine di importanza. Forse l'uno tira l'altro, o forse no. Fatto sta che il messicano avrà aprile e maggio a disposizione per convincere Allegri e la dirigenza rossonera a puntare su di lui anche per la prossima stagione e per far sì che il proprio nome venga scritto nella lista dei convocati del ct Javier Aguirre per la selezione del Messico. Non semplice: nel Milan parte indietro nelle gerarchie dopo i mesi passati a box per l'operazione alla caviglia, in nazionale il titolare è Raul Jimenez e aver perso la tornata di impegni di marzo non aiuta. Due mesi - aprile e maggio - e se ne saprà di più.
Gimenez pronto al ritorno: non gioca da ottobre
Gimenez, intanto, pensa di aver fatto la scelta giusta ad operarsi: è vero che sono andati persi 144 giorni di stagione, ma il problema andava risolto. Ha spiegato tutto nei dettagli lo stesso calciatore: «Il fastidio mi accompagnava già da prima della Gold Cup; da giocatore dici che non è niente, che bisogna andare avanti, ma dopo ogni partita il dolore ha cominciato ad aumentare sempre di più, fino a quando è arrivato un punto in cui il dolore era davvero forte; ero titolare nel Milan, le mie aspettative erano altissime, ed è lì che inizi a dubitare se smettere o continuare. Ho deciso di andare avanti, ho preso delle medicine per giocare, finché non sono arrivato a un punto in cui non potevo più andare avanti, né correre, mi faceva molto male». Lo stop è arrivato nel momento della sostituzione in Atalanta-Milan del 28 ottobre, quando, dopo aver subito un colpo alla caviglia da De Roon, Allegri lo ha richiamato i panchina e il calciatore ha alzato definitivamente bandiera bianca: «In quella partita contro l’Atalanta - ha proseguito il Bebote - ho preso una dose doppia di medicinali, lì ho deciso di fermarmi e, dopo gli esami e le radiografie, la decisione era di operarmi; ci sono i Mondiali in estate, valuti tutte le probabilità. La decisione che ho preso è stata quella di operarmi, insieme alla mia famiglia, ed è stata la scelta migliore».
Obiettivo Mondiale
Scelta migliore non solo per una questione medica e fisica, ma anche psicologica. Gimenez aveva bisogno di fermarsi, di resettare, di ritrovare sé stesso. Al Milan era arrivato con tantissimo entusiasmo e tantissime aspettative, ma, dopo un inizio ben più che incoraggiante, le sue prestazioni sono state molto scadenti e il suo apporto alla causa molto limitato; un dato su tutti: in questo campionato, per lui durato da agosto ad ottobre, il numero 7 non ha messo a segno alcun gol. Però, ecco, ci sono aprile e maggio. Il rientro in campo di sabato contro il Torino è avvenuto tra gli applausi di tutto San Siro, lo stesso stadio che, qualche mese fa, lo fischiava e sbuffava ad ogni tocco di palla. Buona parte dei tifosi crede nella rinascita di Gimenez. E ci crede lo stesso Santiago. Prima i gol con il Milan, poi il Mondiale con il Messico. Tutto in due mesi.
