Modric nel tempio di Maradona: c’è una rivelazione sul suo passato
MILANO - E se proprio Maradona fosse intenzionato a dare un'occhiata in direzione Napoli, verso lo stadio che porta il suo nome, potrebbe probabilmente sorridere compiaciuto perché quel prato - che fu suo - viene calpestato ogni settimana da tantissimi calciatori. Ma di questi solo pochissimi hanno la possibilità di provare percorrerne le stesse orme, di tentare di posizionare i piedi dove li poggiava lui senza finire schiacciati dalla grandezza e dall'onnipotenza calcistica. Senza restare nell’ombra davanti all'impronta mastrodontica del numero uno. Uno tra questi ci proverà domani. Perché Luka Modric è un fenomeno del calcio attuale e quindi è e sarà tra più grandi di sempre. Classe, qualità, eleganza: il croato è cucito con la stessa stoffa dei grandissimi e quindi anche di Maradona. Sì, Diego aveva le scintille in più che ne fanno il migliore nei secoli dei secoli, ma Luka sicuramente su quel prato può giocare senza problemi.
Minuti
Lo ha dimostrato negli anni e anche in questa stagione, la sua prima in Italia e in Serie A. 40 anni abbondanti e un ruolino di marcia da giocatore assoluto: 29 presenze in campionato su 30 giornate disputate (unica assenza a Firenze l'11 gennaio per scelta tecnica con il Milan impegnato in diverse gare consecutive in pochi giorni), 2.456 minuti complessivi per una media di quasi 85 minuti a partita. Sostituito solo per le standing ovation, in pratica. L'enorme professionalità del genio di Zadar non la si scopre certo oggi, ma i compagni, tra i viali di Milanello, sono soliti raccontare quanto siano stupiti dalla passione, dalla voglia e dall'umiltà che il numero 14 infonde quotidianamente ai suoi allenamenti. Come se non avesse 34 trofei alle spalle. Anzi no: è proprio questa luccicante bacheca che lo fa essere così com'è. Perché Modric è uno affamato di vittorie, ai limiti dell'insaziabile: i campioni sono così.
Fame
Il punto è che, se c'è una chance di cibarsi di un altro trionfo, quella è tra oggi e domani, sperando in notizie positive dal Meazza, dove si giocherà Inter-Roma, e puntando sul bottino grosso in casa al Maradona. Modric ha l'acquolina, su questo non ci sono dubbi. E sarà lui, come sempre, a guidare i suoi compagni sul campo: Allegri lo confermerà anche domani al centro del suo 3-5-2. Davanti si troverà il centrocampo di Conte, uno dei meglio attrezzati in Europa: non è geniale ipotizzare che il tecnico salentino gli francobolli uno dei due trequartisti, in un confronto tra campioni extra lusso come quello con De Bruyne. Il croato è stato spesso trattato in questa maniera dagli allenatori avversari, ma, in qualche modo, è quasi sempre riuscito a determinare.
Anni
Lo faceva anche Maradona, ormai un bel po' di anni fa: ingabbiato e tartassato sì, ma di fermarlo se ne parlava raramente. Nell'agosto 1984, Maradona sbarcava all'allora San Paolo attorniato da una folla festante; i primi anni furono quelli della costruzione del primo grande trionfo, arrivato nel 1987. Modric nasceva in quei tempi lì, il 9 settembre 1985, mentre Napoli, ai piedi del suo 10, iniziava a sentirsi invincibile. Luka, qualche tempo fa, disse di essere stato ispirato da Diego. E, quindi, sì: domani potrà poggiare i tacchetti dove li poggiava lui. Con pieno merito.
