Fattore Allegri, perché il Milan punto tutto su Max per la Champions
MILANO - Lui sa come si fa. Nei tempi di crisi, avere al comando un allenatore come Massimiliano Allegri è spesso sinonimo di rotta ritrovata. E il Milan, oggi più che mai, ha bisogno del suo condottiero. Non è retorica, ma leadership testimoniata dai fatti di una carriera che l’ha visto vincere sì tantissimo, ma anche sapersi tirare fuori da situazioni delicate e complicate grazie ad una sapiente gestione delle risorse umane in spogliatoio. È una qualità che gli è stata riconosciuta ovunque sia andato: il tecnico livornese potrà avere qualche difetto, ma in quanto a conduzione navi anche tra i mari più agitati sa sempre il fatto suo. E ora c’è da condurre il Milan nel porto della prossima Champions.
La fame di Champions
Questa stagione non ha fatto eccezione nel modo di operare di Allegri. Sin da quando si è (ri)seduto sulla panchina rossonera, il tecnico è riuscito a ristrutturare un club reso baracca dalle scellerate scelte dell’annata precedente, conclusasi con un fallimentare ottavo posto in classifica. L’ha rimesso in piedi prima attraverso la credibilità del progetto, poi con la concretezza dei risultati sul campo e una lunga striscia di imbattibilità. Tutto fieno in cascina per riuscire ad affrontare i periodi di carestia con le giuste contromisure. E, per l’appunto, uno di quei periodi è arrivato adesso, a tre partite dalla fine del campionato. Il Milan delle ultime settimane è a quasi completo di punti, vittorie, gol e spettacolo e ha obbligatoriamente bisogno di ricordarsi della fame con cui aveva trascorso - ottimamente - tutto il girone d’andata. Allegri lo ha ricordato ai suoi già a Reggio Emilia: «Non siamo questi», ha urlato negli spogliatoi del Mapei Stadium. È così: il suo Milan non può essere quello scialbo e disordinato delle ultime partite, anche perché c’è una qualificazione alla prossima Champions da non mancare per nessuna ragione.
Il discorso motivazionale
Dopo lo sfogo di domenica, Allegri è passato a Milanello al discorso motivazionale; ha lasciato che ogni giocatore facesse da sé il suo esame di coscienza, senza ricevere altre parole addosso, per poi farli ritrovare assieme e parlare a tutti loro una sola volta. Un richiamo alla responsabilità, all’orgoglio personale, al blasone della maglia per cui giocano: tutto per portare a casa gli ultimi punti che servono. In una recente conferenza, Saelemaekers aveva parlato così: «Abbiamo la fortuna di avere un allenatore che ci dà sempre fiducia, anche quando le cose vanno meno bene. È in questi momenti che vedi la forza di un tecnico con il gruppo: in tanti si sarebbero lamentati, ma lui ci ha sempre spinto». Il passato alla Juventus, tra processi e crolli improvvisi sul campo, è testimonianza provata di quanto Allegri, in un modo o nell’altro, sappia cavarsela. Domenica, contro l’Atalanta, le prime - e quasi ultime - risposte. Per quanto riguarda le scelte in vista dell’Atalanta, intanto, il tecnico livornese potrebbe rilanciare dal primo minuto Loftus-Cheek da mezzala destra e Gimenez nel ruolo di punta centrale, supportato da Leao; in difesa c’è De Winter al posto dello squalificato Tomori.
