Disastro Milan, sarà rivoluzione: il futuro di Allegri è in bilico. Tutti gli scenari

Subito un nuovo ad, ma il destino di Max adesso torna decisamente in bilico
Antonello Gioia
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MILANO - Fallimento. Non ci sono altre parole per descrivere la stagione del Milan: fuori agli ottavi di Coppa Italia contro la Lazio a dicembre, eliminato senza appello alcuno in semifinale dalla Supercoppa Italiana e clamorosamente fuori dalla Champions League. Le responsabilità, naturalmente, sono di tutti. La società è stata contestata in abbondanza e la protesta continuerà, ma nel calderone finisce per forza di cose anche Massimiliano Allegri, chiamato a risollevare dalle ceneri il Milan a giugno e, incapace, un anno dopo di raggiungere l'obiettivo stagione. La rivoluzione era attesa già prima di Milan-Cagliari, ma ora sarà totale. Giustamente.

Crollo Milan

Per tutta la stagione, il tecnico livornese ha ripetuto in ogni conferenza e in ogni intervista quanto non ci fossero altri obiettivi realistici se non la qualificazione in Champions League, habitat - in teoria e sulla carta - naturale per un club del blasone, del prestigio e del blasone del Milan; lo faceva anche quando, fino a marzo, parte del mondo milanista - calciatori compresi - sognava e parlava apertamente di scudetto. E, forse, è stato proprio lì che si è consumato il danno. Saltata la speranza tricolore con le sconfitte di Roma contro la Lazio e di Napoli, il Milan si è letteralmente spento, demotivato, crollato in prestazioni, agonismo e risultati. E neanche Allegri, in carriera un maestro nel tenere le briglie anche nei periodi più bui, è riuscito a tirar fuori la squadra dal fango in cui si era cacciata. Il Milan era a + 10 sul quinto posto a otto giornate dalla fine e, a campionato concluso, è sesto in classifica. Non ci sono altre descrizioni se non, per l'appunto, fallimento. 

Rivoluzione Milan

E non ci possono essere altre conseguenze se non la rivoluzione. A cominciare dai piani altissimi della società. Ieri, in un incontro tenutosi all’Hotel Four Season in zona Montenapoleone a Milano tra Gerry Cardinale, numero 1 di Red Bird, Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor della proprietà per il club rossonero. Massimo Calvelli, CEO International presso RedBird Development Group e membro del Consiglio d'Amministrazione di via Aldo Rossi, e Geoffrey Moncada, capo-scout dell'area sportiva, c'è stato un primo assaggio di ciò che succederà in questi giorni. Tutte le decisioni sono in attesa di essere prese, quando, dopo altri incontri tra gli stessi dirigenti, si provvederà alla ristrutturazione societaria. Il primo a salutare, con o senza dimissioni, sarà l'amministratore delegato Giorgio Furlani e la sua poltrona è, naturalmente, quella più ambita: in ballo ci sono opzioni italiane e straniere. Ma, considerando il risultato in campionato, è a fortissimo rischio anche Allegri. Intanto, non gli scatterà il rinnovo automatico di un anno con aumento di quasi un milioni di euro di stipendio; poi, avendo ripetuto tutto l'anno quanto fosse obbligatoria la qualificazione in Champions, non avendola raggiunta, il fallimento è anche suo. 


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