Il Milan di Rangnick: in panchina è corsa a tre. Oltre a Pochettino ci sono altri due nomi stranieri

C’è stato l’incontro con l’attuale ct dell’Austria che vorrebbe carta bianca: tutti gli scenari
Antonio Vitiello
4 min

Tutto il progetto di rilancio del Milan potrebbe finire nelle mani di Ralf Rangnick. L’attuale ct dell’Austria ha visto Zlatan Ibrahimovic, Massimo Calvelli e Gerry Cardinale nelle scorse ore per ascoltare l’offerta dei rossoneri, e ha preso qualche giorno per riflettere. Il quasi 68enne tedesco, impegnato con la nazionale austriaca ai Mondiali almeno fino alla fine di giugno, sarebbe l’uomo del rilancio del club dopo l’epurazione di lunedì scorso con il licenziamento in tronco di Furlani, Moncada, Allegri e Tare. Secondo la visione del duo al comando, ovvero Ibra e Cardinale, il tedesco Rangnick andrebbe a ricoprire il ruolo di direttore dell’area tecnica, dove però vorrebbe carta bianca e pieni poteri decisionali. Infatti le richieste sono molto chiare, ovvero poter stabilire ogni ruolo nell’organigramma. Dalla scelta del direttore sportivo, a quella dell’allenatore, passando per il settore giovanile. Insomma avrebbe chiesto la possibilità di prendere in mano tutto, proprio come quando ha governato per mesi il progetto Redbull tra Lipsia e Salisburgo, con la valorizzazione dei talenti e la conseguente cessione per realizzare plusvalenze. Entrambe le parti hanno ripromesso di riaggiornarsi nelle prossime ore. Ma se dovesse arrivare la firma, andrebbe affrontato anche il problema dell’assenza di Rangnick fino a luglio, in quel caso il mercato e la riorganizzazione del Milan avverrebbe a distanza?

Milan, la nuova idea per la panchina

Il manager tedesco ha già una serie di allenatori da poter suggerire per la panchina del Milan. Tra i primi profili c’è Matthias Jaissle dell'Al Ahli, allenatore di Franck Kessie, e vincitore di due Champions asiatiche. Il 38nne tedesco fa giocare le squadre in modo offensivo, proprio come vuole la filosofia Redbull generata da Rangnick. Dunque ritmi elevati, pressing e transizioni rapide. Uno stile completamente opposto a quello visto nella scorsa stagione con Massimiliano Allegri. Infatti l’idea di Ibrahimovic e Cardinale è quella di allineare il gioco del Diavolo alle formazioni europee, e per questo vanno a caccia di tecnici innovativi. Tuttavia Jaissle è legato da un contratto oneroso nel club di Gedda e per liberarlo servirà un accordo con il Milan. Rangnick ha pure altre soluzioni da proporre al Milan. Come Oliver Glasner, fresco vincitore della Conference League con il Crystal Palace. Durante il suo mandato in Inghilterra ha portato tre trofei in una società che storicamente ha sempre vinto poco. Glasner dovrebbe lasciare dopo l’ultimo successo in campo internazionale e sarebbe aperto ad un trasferimento in un altro campionato. Resta sullo sfondo Xavi, candidato di statura internazionale al quale Ibra ha pensato (contattandolo) ma prima di arrivare all’idea Rangnick. Nelle scorse ore invece Andoni Iraola ha salutato definitivamente il Bournemouth, ma fatto capire di non mettere il progetto Milan tra le priorità. Nonostante gli incontri con Ibrahimovic, il tecnico basco è in trattativa con altre società che possano consentire una migliore espressione del suo calcio attraverso un supporto economico più alto dei rossoneri. Inoltre la confusione che regna all’interno di Casa Milan nemmeno aiuta in questa fase storica. Infine Maurizio Pochettino, anche lui incontrato dal proprietario americano Cardinale in persona, ma sarebbe più una scelta fatta per stringere ancora di più il brand Milan agli USA. 


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