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Napoli, Sarri si aggrappa a super Higuain

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© MOSCA

A Verona si scatena sempre: ora insegue Cané e Vinicio

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di Antonio Giordano

giovedì 19 novembre 2015 09:05

CASTEL VOLTURNO - Fatata, mica fatale: minuto 25 della ripresa, quando già s’erano allungate le ombre, quando già il «mistero» pareva si stesse impadronendo del tempo. E’ Verona, è il Bentegodi, è l’irruzione del Pipita nel calcio italiano, è un flash di calcio d’autore, perché lo scambio nello stretto con Insigne e l’assist del «Magnifico» sono letteratura; poi el Pipita declama a modo suo la poesia, addomestica il pallone, si lascia alle spalle la sofferenza per il tuffo sugli scogli di Capri, prende il largo a modo suo con la sua prima rete.

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TOCCA A LUI - Si riparte e la copertina è d’un azzurro intenerito dall’1-1 con il Brasile (assist sontuoso per Lavezzi), dall’1-0 in Colombia (successo che restituisce il sorriso), dall’idea di poter assecondare se stesso, di certificare ciò che Nicolas, il fratello ed il manager, va ripetendo da un bel po’. «Ha voluto Napoli e l’amore per la città ha avuto la meglio sul fascino della Champions. Lui vuole vincere qua e questo può essere l’anno buono». Da vivere con la soddisfazione d’aver ritrovato la Nazionale, di sentire la porta e anche la gamba (come con sms rassicurante ha sostenuto il medico dell’Argentina al dottor De Nicola, per rimuovere qualsiasi fuga di notizia contraria).

FOR EVER - E’ sempre l’anno di Higuain, che in dieta (statisticamente) non c’è mai andato: ventiquattro gol nella sua prima stagione, ventinove l’anno scorso e adesso che è appena cominciato è già arrivato a quota undici. La aritmetica è opinione diffusa d’essere dinnanzi ad un «fenomeno», un alieno piombato nel san Paolo per regalare emozioni, per tener sempre vivo quell’unione (sa quasi di fusione) tra popoli che si somigliano: sessantaquattro gol in due anni e qualche spicciolo, l’undicesimo attaccante (partenopeo) di tutti i tempi, a sei reti da Cané e da Vinicio, l’altra faccia d’un Sud America che adesso è sintitetizzato in questo famelico centravanti ritenuto, da Sarri, «il più forte del mondo».

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