
Vrsaljko dice sì all'offerta del Napoli: «Voglio l'Italia»
INVIATO A CASTELVOLTURNO - Ma volere è potere? Ci sono domande a cui è (im)possibile rispondere, ci sono risposte che restano a galleggiare nel vuoto esistenziale: e se poi l’interrogativo casca nel cuore (eh sì, già ci siamo) del mercato, quando le strategie vanno definite e le contromosse articolate, ci sono rebus che restano. Però esistono indizi che a volte fanno una (mezza) prova e per scacciare via le nubi, per illuminarsi e cercare una soluzione, Sime Vrsaljko ha fatto altro: ha spiegato, elegantemente, all’Atletico Madrid cosa e perché lo spinga a tornare in Italia, chi e come potrebbe aiutarlo a ritrovar se stesso. E la Storia, che ormai vi è nota, ha una sua definitiva (e appagante) direzione: Napoli non è soltanto sole, pizza e luoghi comuni, nel calcio s’è ritagliato un ruolo (pure internazionale) e la stima (autentica) rappresenta il valore aggiunto per accomodarsi ad un tavolo e dialogare.
«IO CI STO» - La sua Madrid, maledizione, è stata diversa dal sogno di due estati fa: però la vita è questa, ti infila in sala operatoria, ti strappa sei mesi (circa), non sempre lascia che le proprie idee collimino con quelle altrui. Simeone e Vrsaljko hanno avuto modo di chiacchierare, serenamente, e il fluidificante croato, che nell’estate del 2015 non seppe umanamente resistere alle lusinghe dell’Atletico Madrid, ha raccontato le proprie sensazioni: «Voglio l’Italia».
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