Retroscena Gattuso, le urla ai giocatori del Napoli: "Che avete in testa?"

Nell’intervallo della partita di coppa è esploso. E ieri ha subito rincarato la lezione
Retroscena Gattuso, le urla ai giocatori del Napoli: "Che avete in testa?"© Getty Images
Antonio Giordano

Non è ancora ben chiaro se pure le pareti abbiano tremato, può darsi di sì, però mentre non è volata una mosca, le urla di Gattuso sono arrivate da Fiume sino a Zagabria. In quel quarto d’ora indimenticabile, in cui il processo è stato istruito praticamente a braccio e dopo quarantacinque minuti «imbarazzanti», il Napoli s’è ritrovato con le spalle al muro e i timpani che ronzavano, tipo acufene, perché a tutto c’è un limite, anche alla pazienza: «Ma cosa avete in testa?». Per uscire da quel vuoto pneumatico, e trascinare di nuovo una squadra sulla terra, Gattuso ha «ringhiato» ripetutamente: lo ha fatto a Fiume, nell’intervallo di una (non) partita da riprendere con modi bruschi e poi si è ripetuto a Castel Volturno, perché repetita juvant.

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Il «brutto» della diretta, giovedì, in quel primo tempo surreale, è stato ribaltato facendo sentire la propria voce, e in che modo: per svegliare il Napoli, e consentirgli di tornare ad essere se stesso o almeno ad avere vaga somiglianza con un calcio che gli appartiene, è stato indispensabile ricorrere ad una terapia d’urto, che ha spinto le coscienze a vacillare. «Mica siamo venuti in vacanza!». E il primo impatto, almeno un’ora dopo, è stato appagante: 1-2, primo posto in classifica nella ammucchiata con l’AZ e con la Real Sociedad, è una figuraccia appena appena attenuata, però innegabile nella forma e sottolineata con sostanziose dichiarazioni che hanno rappresentato uno stato d’animo. «Non mi è piaciuto l’atteggiamento, né il modo di stare in campo, perdendo tutte le seconde palle. Bisogna ritrovare la mentalità».

Replay

Per non rischiare che qualcuno dimenticasse le indicazioni del giorno prima, Gattuso ha preferito dare una rinfrescata alle raccomandazioni di Fiume ed a Castel Volturno, in una giornata piena di cose (l’allenamento, il video della gara di Rijeka, quello dell’ultima sfida del Bologna) ha provveduto a far ripassare la lezioncina, infarcendola di una serie di annotazioni emerse in una notte (quasi) insonne, attraversata dalle ombre di quella serata fastidiosa, piena di niente per un tempo, il primo, in cui dinnanzi agli occhi di Gattuso si sono semplicemente agitati fantasmi ed è comparso il terrore d’essere fuori dai giochi di un’Europa League che invece vale, eccome.

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