Di Lorenzo, l'ex agente: "Con me non si è dimostrato uomo"

Tosto, ex procuratore del giocatore del Napoli: "Ha cambiato agenzia, non si è fatto seguire da me e questa cosa non me la meritavo"
Di Lorenzo, l'ex agente: "Con me non si è dimostrato uomo"© Getty Images

NAPOLI"Il Napoli avrebbe venduto la qualificazione Champions alla Juventus? Ai tempi degli antichi romani per condizionare una platea bisognava mettere il pollice in su o in giù". Lo ha dichiarato, ai microfoni di Radio Marte, Vittorio Tosto, ex agente di Giovanni Di Lorenzo: "Bisogna essere più realisti e consapevoli dell'importanza di ciò che si dice. Al di là di tutto viviamo in un Paese altamente democratico, grazie a Dio. Nel settore calcistico e sportivo si dà l'opportunità a tutti di essere opinionisti o allenatori".

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Il mercato del Napoli

Tosto poi si sofferma sul mercato del Napoli: "Basic? Giocatore già di livello internazionali, dalle caratteristiche importanti. So che a livello caratteriale è una piazza da Napoli o da Roma. Oggi è facilissimo riuscire farsi un'idea precisa e dettagliata di un calciatore. Spalletti negli ultimi anni ha avuto molto tempo a disposizione per poter conoscere meglio i vari paesi in cui attingere. Secondo me, conoscendolo, penso che lui sia cresciuto molto sotto questo punto di vista. Il giocatore è molto propositivo, secondo me può fare diversi ruoli a centrocampo perché è molto duttile. Ha geometrie ed è tecnico, ovviamente anche forte di testa per via della fisicità. Simile a Fabian Ruiz? Sì però ha una fisicità diversa, più longilineo. Ha bisogno di più gamba ma il paragone ci sta. Può fare un po' tutto tranne che il regista, può giocare sia a 2 che a 3".

Di Lorenzo

Così Tosto sul suo ex assistito: "Di Lorenzo? A Matera non se lo filava nessuno ma in 2 anni si è rimesso a posto e ha fatto cose eccezionali. Faceva parte della mia agenzia, io lo avevo già proposto a Giuntoli ai tempi del Matera. Il presidente voleva 1 milione di euro perché era convinto di avere in mano il nuovo Maicon. Ho girato sedi e sedi per far prendere il giocatore, mi ha dato fiducia Fabrizio Corsi dell'Empoli. Quando Giovanni firmò al presidente Corsi dissi che gli stavo cedendo un assegno da 10 milioni di euro. Quando si parlava di Di Lorenzo a Napoli lui era in ballottaggio con Trippier, dissi che non solo era da Napoli ma sarebbe andato anche in Nazionale. Poi lui ha cambiato agenzia, non si è fatto seguire da me e questa cosa non me la meritavo. Non si è dimostrato uomo fino in fondo".

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