Napoli, sognare non costa niente

Napoli, sognare non costa niente© LAPRESSE
3 min
Alberto Dalla Palma
Tagsnapoli

Ha fermato la Juve allo Stadium, poi ha battuto la Samp al Maradona e ieri ha annientato il Bologna con una doppietta di Lozano, dando l’impressione, per almeno settanta minuti, di aver ritrovato la strada giusta. L’anno non poteva cominciare meglio per il Napoli da scudetto (e non da Coppa...) anche se Spalletti, da buon toscano, ha passato il post partita a borbottare di tutto e di più contro i suoi giocatori, colpevoli di aver concesso agli avversari la possibilità di risalire la corrente e di mettere in pericolo la porta di Meret, salvato anche da un palo. Senza alcuna polemica, sia chiaro, ma Luciano desiderava tenere alta la tensione sugli obiettivi della squadra e di non lasciarla galleggiare tra complimenti e applausi. Perchè il Napoli ha dato una dimostrazione di forza, di coraggio e di abilità davvero confortante per chi non considera il discorso scudetto già chiuso, tanto più dopo la sconfitta del Milan, stroncato dall’effetto-Serra e dallo Spezia, e dopo il pareggio dell’Inter a Bergamo.

Il Bologna non avrebbe potuto fare di più, annientato dalle assenze e tormentato dall’inconsistenza di Arnautovic (Mihajlovic ha ragione a chiedere rinforzi: meglio non rischiare...), ma la squadra di Spalletti si è imposta con l’autorità dei vecchi tempi, quando dominava e divertiva senza trovare grandi ostacoli. Ma adesso ancora non ci sono Anguissa, Koulibaly, Ounas e, non dimentichiamolo, il grande separato in casa del prossimo semestre: già, Insigne, senza il quale ieri è riesploso Lozano, gelido sotto porta come un eschimese. Si è visto, probilmente, uno spicchio del Napoli del futuro, senza il suo capitano ma con un giocatore, in fase offensiva, che può diventare l’uomo che fa la differenza: ci riferiamo a Elmas, esterno, attaccante, mezzala e mediano anche durante la stessa partita. Il macedone, con Spalletti, ha fatto il salto di qualità diventando il giocatore dell’equilibrio: sapendo fare tutto, e quasi tutto bene, è difficile pensare a un Napoli senza di lui anche se al Dall’Ara, finalmente, si è rivisto Osimhen.

Assente dal 21 novembre scorso per il grave infortunio provocato dallo scontro con l’interista Skriniar, il nigeriano è ricomparso con un lampo finito male (gol sbagliato per un rimbalzo malandrino o per mancanza di ossigeno a fine corsa) ma che lascia intuire come le sue doti possano diventare devastanti nella seconda parte di un campionato talmente aperto che sognare è più che mai lecito. La vittoria di Bologna ha consentito al Napoli di entrare nella scia del Milan (a due punti) e di rivedere non più così lontana l’Inter, anche se Inzaghi al Dall’Ara deve recuperare la sua partita in meno. Alla ripresa delle coppe europee può succedere ancora di tutto, crederci è un dovere e un piacere, anche per Brontolo Spalletti.

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