Galante: "Napoli, goditi Spalletti: è un genio"

L'ex difensore: "Ovunque è stato ha fatto bene, potrebbe andare anche in Nazionale o al Real Madrid"
Galante: "Napoli, goditi Spalletti: è un genio"© ANSA
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NAPOLI - Il grande protagonista del cammino del Napoli, ancora in corsa per lo scudetto, è Luciano Spalletti. Lo assicura l'ex difensore Fabio Galante, intervistato da 1 Station Radio: "Spalletti è un allenatore che ovunque è andato, è stato protagonista. È stato bravo ed ha gestito bene, a parte i casi Totti ed Icardi, ma ovunque è andato è stato bravo. C'è poco da fare, secondo me può andare ad allenare anche la Nazionale o il Real Madrid, ha esperienza e gestisce bene le situazioni. Chiaro che ci vogliano anche i giocatori, ma il Napoli quest'anno ha vinto la 'Champions ed il campionato della sfortuna'. Se è ancora lì è anche per merito suo, perché giocare senza Anguissa, Fabian Ruiz, Osimhen, Insigne ed altri, non è facile. Secondo me è un maestro di calcio ed un esempio per tanti giovani allenatori che vogliano intraprendere la carriera. C'è da ammirarlo e guardarlo come allena, come parla anche. È un genio, come ha detto Sabatini". Ora dovrà dimostrare queste qualità nella sfida più importante dell'anno, quella contro l'Inter di sabato prossimo: "Napoli-Inter - assicura Galante - è una partita da tripla. Ieri ho visto Inter-Roma allo stadio ed anche se veniva da un derby perso immeritatamente, ed era una squadra forte. È messa bene in campo, va mille all'ora, sarà fortunato chi la vedrà allo stadio. Me la guarderò da solo in televisione perché sarei agitato: da una parte ci sarebbe Spalletti, dall'altra l'Inter che tifo".

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"Oggi si arriva in Serie A con troppa velocità"

A chi pensa che in Italia si faccia poco affidamento sui giovani, Galante risponde così: "Secondo me oggi si arriva in Serie A più velocità. Io ci arrivai a 18 anni, ma era più difficile, come anche andare in Nazionale. Bergomi vinse a 18 anni un Mondiale, ma era un'eccezione. Era un altro calcio. Nel mio periodo nei settori giovanili imparavi dagli allenatori, c'era possibilità di investire. Ci sono periodi in cui in Italia arrivano campioni oppure nascono in quel periodo. Sicuramente nel mio periodo credevamo di più nei giovani, io partii dalla Serie C1 ed anche nel settore giovanile dell'Empoli c'erano tutti italiani. Ora invece ci sono tanti stranieri e quindi non è facile anche per Mancini, per esempio, scegliere dei giovani per uno spareggio importante".


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