La sfida del Napoli: abbassare gli ingaggi e restare competitivi

De Laurentiis ha già investito prendendo Kvara e Olivera e riscattando Anguissa. Tagli previsti anche per i rinnovi, ma senza abdicare alla lotta per lo scudetto
La sfida del Napoli: abbassare gli ingaggi e restare competitivi© FOTO MOSCA
4 min
Antonio Giordano

NAPOLI - Poi la domanda, che resta spesso irrisolta, è sempre la stessa: ma il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? E per provare a capire, in proiezione futura, sorseggiando qua e là tra le pieghe del bilancio, l’interrogativo viene adagiato sul fondo del calice: centoventi milioni di euro, spiccioli in più o in meno, rappresentano un peso difficilmente sostenibile, perché il Covid, il mercato di gennaio 2020, gli stadi chiusi e un biennio senza Champions League hanno costretto alla sofferenza, ma adesso è un altro giorno e si vedrà...

La svolta

Un anno fa, di questi tempi, la prima scelta, dolorosa, di dare un senso diverso alla filosofia più recente l’ha declamata, dinnanzi a taccuini e microfoni, Aurelio De Laurentiis: «La priorità è tagliare il monte-ingaggi». È successo poco, quasi niente, nella stagione ormai alle spalle: manovre contenute, un risparmio avviato con l’addio di Manolas, fondamentalmente dodici mesi interlocutori, utili per ritrovarsi con Spalletti in Champions League, mettere in preventivo quella cinquantina di milioni di euro già investiti per arrivare a Kvaratskhelia e Olivera e tenersi Anguissa e poi un piano-B da attuare attraverso le scadenze.

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Ciao Lorenzo

Senza scomodare la casalinga di Voghera, il Napoli si è già sbarazzato del costo di Insigne (circa 10 al lordo), di Ghoulam (prossimo ai nove) e di Malcuit (un paio). Restano da confrontare, adesso le volontà di ADL con quelle di Ospina (che viaggia sui quattro) e di Mertens (che dai nove dell’epoca d’oro potrebbe incidere per tre, tutto compreso). Il mercato finirà per orientare la tendenza del Napoli che verrà, che ha lasciato intuire a Koulibaly di non potersi spingere oltre gli otto (e sono sempre lordi) per un eventuale rinnovo che dovrà essere affrontato insieme a Fali Ramadani. Ma nel limbo, per ovvie ragioni contrattuali, di scadenze e di opportunità ci rimangono Fabian Ruiz e semmai anche Zielinski o Lozano: e sul destino di ognuno dei «top player», varrà ciò che spiffererà il vento dell’estate, imprevedibile.

Distanze

Il tetto all’ingaggio, e tranne rare e chissà quanto probabili variazioni, è fissato intorno ai 3,5 netti, che vuol dire riconoscere e quindi aggiungere poi una cifra quasi simile da destinare al fisco: Olivera, Kvaratskhelia sono largamente dentro i parametri; Anguissa li rispetta al filo. Ma le ambizioni, suggerisce De Laurentiis, sarebbero immutate e sono racchiuse nello slogan di chiusura dell’ultima conferenza stampa: «Faremo di tutto per riportare lo scudetto a Napoli». Il Milan è divenuto la fonte di ispirazione o anche il riferimento contemporaneo: «Ci sono riusciti con 40 milioni in meno di ingaggi e ciò vuol dire che noi dobbiamo rimetterci sui binari della regola che ci ha fatto da guida in tutti questi anni». Una quarantina di milioni in meno nei conti in uscita del Napoli, finirebbero per evitare che il danaro sia vile, o di piombo: quattrino risparmiato, due volte guadagnato, così dicevano le nonne, che di calcio non dovevano sapere.

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