Strapotere Osimhen: solo Haaland e Kane segnano di più

Un gol ogni 96’: è a quota 50 nei campionati top. Solo il norvegese e l'inglese hanno realizzato più reti. E al tiro non sbaglia quasi mai
Strapotere Osimhen: solo Haaland e Kane segnano di più© LAPRESSE
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Fabio Mandarini
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O si l'ha fatto ancora. Ha fatto 13. Un ciclone nella serata di un diluvio impietoso: la rete del 2-0 all'inizio del secondo tempo, un'altra annullata per un soffio e almeno un paio di brividi sulla pelle del popolo dell'Arechi strappati via dalle mani di Ochoa. Memo, il portiere con sei dita secondo la leggenda: beh sono storie virtuali, sono scherzi del web. E invece Osimhen di scherzare non ha alcuna voglia: un altro gol, dicevamo, il tredicesimo di una stagione bestiale che il Napoli continua a comandare sotto il segno del suo centravanti mascherato. Niente trucchi e niente inganni, però: signore e signori, il capocannoniere del campionato è una realtà. Una sentenza: soltanto Haaland (22) e Kane (15) hanno segnato di più nell'Europa dei top. Un leone spietato dell'area che nelle ultime dieci partite ha segnato undici volte. Media pazzesca, giocatore pazzesco: una rete ogni 96 minuti. Giù la maschera e anche il cappello: difficile trovare aggettivi. Anzi no, come dice Spalletti: il migliore. 

Principe azzurro

E allora, lui: Victor Osimhen. L'uomo di un sogno chiamato scudetto che per la verità era un progetto concreto già a luglio nella sua mente di giovane ambizioso e tremendo attaccante: ci credeva e lo aveva detto, lo aveva dichiarato pubblicamente in piena rivoluzione tecnica con lo stesso coraggio con cui combatte su ogni palla, e in tanti sorrisero. Sì: e oggi alzano le mani al cospetto di un giocatore travolgente, inarrestabile, entusiasmante. Erede di una dinastia di re: Cavani, Higuain, Mertens. E ora il principe Osi. Il principe azzurro del gol: quello segnato ieri all'Arechi è il numero 13 del campionato in 15 partite (uno ogni 96 minuti), il numero 50 in carriera nei tornei top d'Europa e il quattordicesimo della stagione contando anche la Champions (uno ogni 102 minuti). Stagione spaccata a metà: due graffi nelle prime nove giornate, quattro delle quali trascorse a riposo per un problema muscolare, e poi undici messi in fila in dieci gare giocate dal rientro in campo con il Bologna e fino alla Salernitana. Dal 16 ottobre a ieri: 97 giorni, 44 effettivi al netto della sosta. 

Modello Osi

Aritmetica a parte, Osimhen sta diventando letteratura: un modo di essere centravanti. Uno alla Osi: difficilmente paragonabile e anzi metro di paragone. Un modello: la voglia che ci mette, la fame che lo agita, la capacità di attaccare e aggredire spazi e profondità, la rapidità, le doti aeree e lo strapotere fisico. Ogni volta di più. Ogni maledetta domenica, sabato o venerdì: spaventoso, davvero. Un'arma scudetto che continua a sparare gol e giocate decisive . E poi, beh, che precisione: tre tiri in porta ieri, due pericoli veri e il 2-0. E ancora: il primo tentativo vanificato da un fuorigioco che ha richiesto l'intervento del Var. E poi la presenza, la potenza e l'ansia crescente in ogni avversario. Un tormento: di questi tempi va così. Con o senza Kvara: il suo gemello è influenzato? Niente paura: ci pensa Osi. L'uomo del 13: e Napoli è milionaria.


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