Settimana decisiva per il contratto di Spalletti

Il presidente del Napoli incontrerà il tecnico toscano: sul tavolo, un prolungamento altri due anni
Settimana decisiva per il contratto di Spalletti© LaPresse
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Antonio Giordano

NAPOLI - Sono uomini di mondo (e di calcio e di cinema) e sanno come starsene rinchiusi in un silenzio che alimenta il mistero e lo fa crescere: questa è una storia come tante, appartiene a questo macro-universo che a volte dev’essere reticente, perché non tutto si può confessare, e mentre intorno c’è il clima di festa, un pizzico di pathos può soltanto arricchire la narrazione. Un indizio resta semplicemente un indizio o semmai può pure trasformarsi nella prova che De Laurentiis e Spalletti ancora non siano riusciti a scorgere quelle minuzie utili, necessari, anzi indispensabili per sistemare definitivamente il carteggio, ora avvolto in una nube che s’intravede rileggendo la dichiarazione dell’allenatore del terzo scudetto: «Io ho dichiarato: il Napoli avrà sempre un futuro brillante. E voi interpretate e dite che resto». C’è un vago profumo d’intesa e ciò vuol dire che c’è pure un concreto senso di incertezza, s’è intuito ripetutamente nelle settimane scorse, “traducendo” neanche poi così liberamente certe pubbliche riflessioni di Luciano Spalletti, condite da sfumature mica poi irrilevanti. «Li ringrazio per avermi avvisato che avrebbero esercitato la clausola per il rinnovo». È con il dettagli o che si costruisce un rapporto lungo e duraturo, protraendolo ad oltranza, semmai allungandolo anche sino al 2025 come vorrebbe De Laurentiis: ma la burocrazia in certi casi non aiuta e lo sfruttamento tout court della Pec da atto “notarile” è divenuto un aspetto divisivo.

Penultima cena

Venerdì, al tavolo di un ristorante del centro di Napoli , con tutto l’andirivieni che si può immaginare in una serata destinata alla pianificazione o semmai pure al confronto (serrato), il summit non ha potuto intrufolarsi tra le pieghe più riservate del rapporto tra Adl e Spalletti: servirà, eventualmente, almeno un’altra cena, con la privacy necessaria per potersi tranquillamente adagiare su temi rilevanti, semmai anche scottanti. In questa trattativa che prevede un menu con vari capitoli (il mercato e non solo; la figura del diesse e non solo; una limpidezza assoluta nella gestione, e non solo), esistono due certezze: l’esistenza di un contratto fino al 2024, che De Laurentiis ha già in mano dal luglio del 2021, e l’assoluta inconsistenza di eventuali riflessi economici, a cui Spalletti è disinteressato o che comunque ritiene irrilevanti. Un ciclo si può aprire, per dar continuità ad uno scudetto e ad uno stile di calcio sublime e facilmente riconoscibile, attraverso una convergenza di visioni che rinforzino il patto di due anni fa, quello allestito in un momento di difficoltà economica per il club, però sostenuto da un’energia nuova, dalla varietà delle idee, dalla capacità di dibattere su argomenti anche scivolosi ma stuzzicanti sia per l’uno sia per l’altro.

Le differenze

Nel biennio che ha generato un benessere sportivo (ed economico) lucente, il terzo posto e poi lo scudetto, l’autorevolezza e lo spessore di De Laurentiis e di Spalletti, ognuno per le proprie zone di competenza, ha rappresentato lo stimolante tessuto sul quale si è accesa qualsiasi conversazione. E però, il pregresso, dunque le differenze pure caratteriali, inducono ad un ragionamento più articolato sulla prospettiva e sull’orizzonte da definire, affinché poi De Laurentiis e Spalletti non restino prigionieri di se stessi. E’ la natura di entrambi, che si fonde con quella del calcio, che ancora lascia piccoli margini d’incertezza, prima di rimettersi in cammino, scudetto al petto, a guardare al futuro con gli stessi occhi.


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