Napoli, Hojlund vede il Maradona e sogna il bis: guiderà l'attacco azzurro anche contro il Pisa

Il centravanti danese parte dal 1’ e insegue il gol davanti ai propri tifosi dopo quello alla Fiorentina
Fabio Mandarini

Napoli United: arrivederci Manchester, scorie di vecchi derby e nuove delusioni a Etihad, negli occhi (azzurri) di Rasmus c’è solo il Maradona. La notte con il Pisa, la partita che domani varrà insieme la risposta alla sconfitta contro il City e soprattutto la chance di staccare tutti portandosi al comando solitario della classifica, sarà la prima di Hojlund davanti ai suoi nuovi tifosi. Il terzo debutto in nove giorni con il Napoli dopo quello assoluto del Franchi al cospetto della Fiorentina e il bis in Champions. Due presenze, una rete. Una vittoria a Firenze e la caduta con i Citizens, ancora una volta indenni al suo magnetico fascino del gol come ai tempi recenti dei Red Devils. Ma queste sono altre storie di Champions e la coppa può aspettare: sì, lo Sporting Lisbona arriverà soltanto il primo giorno di ottobre e Hoj e i suoi compagni dovranno riprendere la marcia italiana. Meglio se riannodando le fila del discorso dal punto in cui l’avevano interrotto più o meno una settimana fa contro un’altra toscana.

Hojlund, ci siamo

E così, Hojlund va alla scoperta di Diego. Una riscoperta, se vogliamo: al Maradona ha già giocato nell’anno del terzo scudetto, e dunque da avversario. All’epoca recitava da centravanti dell’Atalanta: Gasperini lo schierò dal primo minuto al fianco dell’ex Zapata, finì 2-0 per il Napoli con graffi di Kvara e del suo attuale collega Rrahmani. Non rientrò in campo nel secondo tempo: era l’11 marzo 2023, 926 giorni domani. Rasmus incrociò il popolo azzurro in quell’occasione, una e mai più, ma per come ne ha parlato quando è arrivato evidentemente gli è bastato per farsi un’idea. Una splendida idea: «I tifosi sono grandi, lo so», disse ai canali ufficiali del club dopo la firma. «Sono pazzi per il calcio, lo amano. L’ho visto per strada e al Maradona, è incredibile. Non vedo l’ora di giocare la prima nel nostro stadio». Ci siamo.


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Napoli, il tris

Domani, a meno di clamorose inversioni di tendenza che nel calcio e nelle vigilie non sono mai da escludere, toccherà ancora a lui guidare l’attacco del Napoli dal primo minuto. La terza in nove giorni: 73 minuti contro la Fiorentina con primo gol tinto d’azzurro e 72 giovedì a Etihad contro il City in Champions. A 22 anni, e con i suoi mezzi fisici, il tris in sequenza non dovrebbe essere e non sarà un problema. Pochi dubbi in merito: Conte punta sulla sua velocità e la sua intensità, sulla sua capacità di attaccare la profondità e anche di difendere il pallone. Al Franchi ha lavorato benissimo, al di là della splendida esecuzione in corsa sull’altrettanto splendida verticalizzazione di Spinazzola, mentre a Manchester ha inevitabilmente sofferto come tutti dopo l’espulsione e l’inferiorità numerica. Quella contro il Pisa, però, non è soltanto una partita: è la grande chance di lasciarsi l’amarezza europea alle spalle e di conquistare la vetta della classifica, prolungando tra l’altro fino a sedici la striscia di risultati utili consecutivi inaugurata nello scorso campionato contro l’Inter, il primo marzo. 

Lui e l'ex

Hojlund è in agguato, insomma. E alle sue spalle, pronto ad assaltare la diligenza in corsa c’è anche Lucca. Uno degli ex di giornata insieme con Raul Albiol e il portiere campione d’Italia Scuffet, oggi entrambi al Pisa. Lorenzo il centravanti, invece, all’Arena ci ha giocato nella stagione 2021-2022, in Serie B: 34 partite e 6 gol tra campionato e playoff, più un turno di Coppa Italia. Dopo aver cominciato dal primo minuto sia la giornata inaugurale con il Sassuolo sia la prima al Maradona contro il Cagliari, Lucca è andato in panchina sia a Firenze sia a Manchester. Al Franchi è entrato, a Etihad invece è rimasto a guardare: il debutto in Champions è ancora rimandato.


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Napoli United: arrivederci Manchester, scorie di vecchi derby e nuove delusioni a Etihad, negli occhi (azzurri) di Rasmus c’è solo il Maradona. La notte con il Pisa, la partita che domani varrà insieme la risposta alla sconfitta contro il City e soprattutto la chance di staccare tutti portandosi al comando solitario della classifica, sarà la prima di Hojlund davanti ai suoi nuovi tifosi. Il terzo debutto in nove giorni con il Napoli dopo quello assoluto del Franchi al cospetto della Fiorentina e il bis in Champions. Due presenze, una rete. Una vittoria a Firenze e la caduta con i Citizens, ancora una volta indenni al suo magnetico fascino del gol come ai tempi recenti dei Red Devils. Ma queste sono altre storie di Champions e la coppa può aspettare: sì, lo Sporting Lisbona arriverà soltanto il primo giorno di ottobre e Hoj e i suoi compagni dovranno riprendere la marcia italiana. Meglio se riannodando le fila del discorso dal punto in cui l’avevano interrotto più o meno una settimana fa contro un’altra toscana.

Hojlund, ci siamo

E così, Hojlund va alla scoperta di Diego. Una riscoperta, se vogliamo: al Maradona ha già giocato nell’anno del terzo scudetto, e dunque da avversario. All’epoca recitava da centravanti dell’Atalanta: Gasperini lo schierò dal primo minuto al fianco dell’ex Zapata, finì 2-0 per il Napoli con graffi di Kvara e del suo attuale collega Rrahmani. Non rientrò in campo nel secondo tempo: era l’11 marzo 2023, 926 giorni domani. Rasmus incrociò il popolo azzurro in quell’occasione, una e mai più, ma per come ne ha parlato quando è arrivato evidentemente gli è bastato per farsi un’idea. Una splendida idea: «I tifosi sono grandi, lo so», disse ai canali ufficiali del club dopo la firma. «Sono pazzi per il calcio, lo amano. L’ho visto per strada e al Maradona, è incredibile. Non vedo l’ora di giocare la prima nel nostro stadio». Ci siamo.


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