Il Napoli comanda in Italia e in Europa: il dato è impressionante
NAPOLI - Napoli, la serie. Prima visione, prima fila, primo posto in classifica in splendida solitudine dopo la vittoria contro il Pisa: difesa con i brividi ma con i denti, conquistata con fatica con tre splendide giocate individuali pescate tra la panchina (Gilmour e Lucca) e un protagonista mai annunciato ma ormai consolidato (Spinazzola), e firmata quattro giorni dopo la serata di Champions con il City, estremamente complessa di per sé e aggravata da oltre settanta minuti di inferiorità numerica. Il Napoli non ha brillato con il Pisa? Vero. Il ritmo è stato meno rock del solito? Vero. Dopo il quarto d’ora conclusivo di Firenze è andato in scena un altro finale thrilling da correggere al volo? Vero. Ma lo è altrettanto un lungo elenco di ottime cose da raccontare. Per bene.
Napoli, numeri impressionanti
Dicevamo: intanto la squadra di Conte ha vinto ancora, per la quarta volta su quattro in campionato come non accadeva dal 2021-2022 (8 all’epoca); è prima in classifica a +2 sulla Juve e a +3 su Roma e Milan, il prossimo avversario di domenica a San Siro; è l’unica a viaggiare a punteggio pieno; in Serie A è imbattuto dal 23 febbraio (da Como) e ha allungato a 16 la serie di risultati utili consecutivi inaugurata il 1° marzo - 5 pareggi e 11 vittorie, di cui 4 quest’anno -, un dato unico nei cinque tornei top d’Europa; e ha portato a 13 quella di partite senza sconfitte al Maradona dal 29 dicembre 2024 (l’ultima l’8 dicembre con la Lazio). E per concludere: in sette delle ultime otto occasioni in cui i campioni in carica hanno vinto le prime quattro partite di campionato, hanno poi bissato il titolo. Con l’unica eccezione rappresentata da un altro Napoli: nel 1987-88, con Maradona e Careca, arrivò secondo.
Il monito di Conte
Conte, però, continua a sottolineare che questa sarà la stagione più complessa per la squadra e che servirà molta pazienza, a maggior ragione con il peso dello scudetto sulla maglia: tanti nuovi da inserire nella nuova dimensione e tanti da migliorare. Dichiarazioni firmate sia prima della Fiorentina sia dopo il Pisa. I primi frutti, però, cominciano ad arrivare: Lucca, l’autore del terzo gol che a conti fatti ha deciso la partita di lunedì, è un po’ il simbolo di questo percorso. Le prime da titolare, poi un tris in panchina ma anche l’abilità di piazzare il graffio entrando in corsa. Lorenzo, tra l’altro, ha avuto più chance rispetto ad altri compagni d’attacco: tipo Lang, 17 minuti dalla panchina sommati tra le quattro giornate di campionato e la Champions; 8 con il Sassuolo e 9 con il Cagliari, salvo poi restare a guardare con Fiorentina, City e Pisa. Anche Neres non è mai partito titolare: 35 minuti finora tra Sassuolo (14), Viola (21) e Manchester (18). Con il 4-3-3 che sembrava il piano originario avrebbero probabilmente giocato di più - probabilmente, è solo un’idea -, ma il modulo con i Fab Four, o comunque con i quattro centrocampisti anche in sede di turnover, in questa fase sta strappando copertine su copertine.
Correzioni da fare
Fa tutto parte della vita di una squadra, ci mancherebbe. O meglio: contano la squadra e i risultati, fermo restando la curiosità di numeri e statistiche personali. E a proposito: in mezzo a tante soddisfazioni, va da sé che Conte insisterà da oggi sulla gestione dei finali e su un’attenzione e un’applicazione da ritoccare verso l’alto. Già due, i pericoli scampati. Toscani entrambi. Fatto sta che certe disattenzioni sono costate due gol, uno al 79’ (Ranieri) e l’ultimo al 90’ (Lorran). Ma per fortuna del Napoli la concretezza realizzativa, grande lacuna dell’anno del quarto scudetto, è migliorata: 9 gol, secondo attacco del campionato con l’Atalanta alle spalle dell’Inter (11), e due tris in serie.
